Istituzioni e industria a confronto sul futuro dell’AI
Ai lavori, aperti dal direttore della Scuola Mario Viola, hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, della Pubblica Amministrazione (da Cristiano Cannarsa di Sogei alle in-house regionali e a ISTAT), delle autorità regolatorie (Giovanni Calabrò di Antitrust), dell’industria sia dall’Italia che dall’estero: Axelera, Seeweb, NEO4J, Suse, Vast Data, CanaryBit, Cloudera, con una folta platea molto qualificata di manager ed addetti ai lavori.
Le voci del convegno: governance, competenze e filiera sicura
“Per l’Europa la sovranità digitale significa mantenere il controllo e avere un’alternativa pronta: la sovranità non si dichiara, si progetta e si realizza” – ha sottolineato Alberto Firpo nel suo intervento introduttivo – “Quanto all’AI, si tratta di uno stack di dipendenze: capitale, terre rare, chip, cloud, modelli e regole. L’Europa non può limitarsi a ospitare i dati: deve costruire una alternativa che consenta di mantenerne il rapporto e di estrarne il valore in essi contenuto”.
Salvatore Deidda (Commissione TLC): “L’Italia si sta muovendo”
Tra i primi interventi, quello di Salvatore Deidda, presidente della Commissione Tlc: “L’Italia si sta muovendo in direzione della sovranità digitale. Agile Lab, controllata da Poste Italiane, esprime ad esempio la grande capacità italiana di sviluppare professionalità capaci di costruire e proteggere e valorizzare il nostro mondo digitale rispetto alla IA e alla sovranità”.
Alessandro Giglio Vigna (Commissione Politiche UE): “Sovranità allargata e valori condivisi”
È stata poi la volta Alessandro Giglio Vigna, presidente della XIV Commissione Politiche Ue: “Difficile riuscire a fare tutto da soli e allora dobbiamo pensare a un concetto di sovranità allargata per avere una filiera che sia sicura. Una sovranità digitale aperta, allargata a chi la pensa come noi, sotto il profilo delle culture nazionali e dei valori. E mi pare che anche l’Unione europea si stia finalmente muovendo su questa strada”.
Franco Bernabè (Techvisory): “Investire sulle competenze per non dipendere dai giganti tech”
Molto apprezzato l’intervento di Franco Bernabé, presidente di Techvisory: “Lo stack dell’intelligenza artificiale sviluppato da Stati Uniti e Cina non è replicabile in Europa, né tantomeno in Italia. Quanto alla sovranità digitale c’è margine per recuperare, solo se riusciremo a sviluppare le competenze…Non possiamo dipendere in modo esclusivo da fornitori stranieri, sarebbe come consegnare le chiavi del proprio stabilimento al fornitore, cosa che nessuno dei nostri imprenditori ha intenzione di fare”.
Francesco Gottardo (Agile Lab): “Un’architettura fatta di sicurezza e tracciabilità”
Una considerazione condivisa anche da Francesco Gottardo, Chief Business & Strategy Officer di Agile Lab: “La sovranità digitale non è un’etichetta sui dati, ma un’architettura da costruire, fatta di governance, sicurezza, tracciabilità e componenti sostituibili. Occorre costruire l’alternativa, quando la dipendenza diventa un rischio concreto”.






















