AUKUS: il sottomarino autonomo britannico XV Excalibur lancia un siluro americano Mk 48
Negli scorsi giorni, diversi siti che si occupano di tecnologia hanno riportato l’attenzione sul test condotto al British Underwater Test & Evaluation Centre (BUTEC), in Scozia, dove il sottomarino XV Excalibur britannico ha lanciato un siluro pesante Mk 48 della U.S. Navy.
L’esperimento rientra nell’attività AUKUS Pillar II , partnership strategica tra i suddetti tre paesi, e punta a dimostrare che un’arma americana può essere integrata con una piattaforma autonoma sviluppata nel Regno Unito.
Mk 48 lanciato dal XV Excalibur: perché è stato un test molto importante
La prova, risalente allo scorso 13 settembre, ha coinvolto la già citata XV Excalibur, classificata come Extra-Large Uncrewed Underwater Vehicle (XLUUV) sperimentale.
Il mezzo supera gli 11,8 metri di lunghezza e pesa 20,9 tonnellate.
Il sottomarino in questione è stato progettato per sperimentare tecnologie e nuovi sistemi destinati alle operazioni subacquee.
A differenza di un normale sottomarino d’attacco, non dispone di tubi lanciasiluri interni: per la dimostrazione, il Mk 48 è stato quindi fissato all’esterno dello scafo.
L’arma in questione misura poco meno di 5,8 metri e pesa circa 1.700 chili, e si presenta con un diametro di 53,3 centimetri.
Si tratta di un’arma pesante, destinata a colpire sottomarini e navi di superficie.
Il Mk48, a quanto pare, è stato fissato su un supporto lungo la chiglia del XLUUV che sembra prestarsi bene per ospitare, tramite appositi supporti, il siluro.
Ciò risulta invece impossibile per un UUV di dimensioni ordinarie.
Gli obiettivi raggiunti: interoperabilità e standard AUKUS
Come riportato da TechRadar, il test ha verificato le connessioni meccaniche, elettriche e software necessarie a far dialogare il sistema d’arma statunitense con il veicolo britannico.
L’iniziativa AUKUS aveva già fissato questo tipo di obiettivo il 30 maggio 2026, quando Australia, Regno Unito e Stati Uniti avevano annunciato il primo progetto qualificato come signature project del secondo pilastro dell’accordo.
Il programma riguarda lo sviluppo di sistemi e apparecchiature abilitanti per i veicoli subacquei senza equipaggio (UUV), con le prime consegne previste a partire dal 2027.
Il risultato di questa prova ha sancito qualcosa di più del semplice lancio di un siluro.
Secondo la U.S. Navy, il test ha validato l’integrazione di un payload cinetico americano su una piattaforma autonoma alleata, il tutto con la possibilità di ottenere rapidamente l’intercambiabilità degli armamenti.
È proprio questo l’aspetto più significativo per AUKUS che, di fatto, apre scenari per nuove sinergie tra eserciti alleati.
L’applicazione pratica è ancora distante
Nonostante i risultati apprezzabili del test, il momento in cui la Royal Navy sarà pronta a schierare una flotta di XV Excalibur armate con Mk 48 è ancora molto lontano.
Il veicolo rimane una piattaforma sperimentale e il test costituisce una semplice proof of concept, ovvero una dimostrazione di fattibilità.
Dalle prospettive future alla realtà operativa: Project CUTLASS
Il percorso proseguirà con Project CUTLASS, che coinvolgerà la piattaforma Dive-XL di Anduril .
In questo contesto, le forze armate britanniche parlano della realizzazione di un’architettura di comando e controllo, abbinata a scenari di impiego tattico più realistico.




















