Cybersicurezza in Italia: i dati ACN sui primi 9 mesi del 2026
“Nei primi nove mesi del 2026, lo CSIRT Italia ha rilevato 3.271 eventi cyber, a fronte dei 2.729 registrati nell’intero 2025.
Di questi, 1.922 sono stati classificati come incidenti con impatto confermato in aumento rispetto allo scorso anno e abbiamo ricevuto oltre 1.500 notifiche nell’ambito della NIS2” ha spiegato Andrea Quacivi soffermandosi sull’evoluzione della minaccia cibernetica.
ACN opera un forte monitoraggio proattivo. “Le tensioni geopolitiche – ha aggiunto – hanno continuato a riflettersi nella sfera della minaccia cyber, traducendosi in campagne attiviste condotte prevalentemente attraverso attacchi di tipo DDoS.
Gli impatti, specie negli ultimi due anni, sono stati generalmente molto limitati anche grazie alla tempestività di allertamento condotta dallo Csirt Italia”.
Monitoraggio proattivo e attacchi DDoS: l’analisi dello CSIRT Italia
CSIRT Italia ha individuato 44.835 asset e servizi a rischio e 3.259 asset potenzialmente compromessi, inviato quasi 72.000 comunicazioni di allertamento e pubblicato 1.010 alert sul proprio sito.
“Tutte attività che consentono di segnalare tempestivamente vulnerabilità, configurazioni insicure e compromissioni, favorendo l’adozione delle misure correttive prima che le criticità producano conseguenze più gravi” ha proseguito Andrea Quacivi durante l’audizione al Senato.
Direttiva NIS2: oltre 1.500 notifiche di incidenti cyber
“Da gennaio 2026 l’avvio degli obblighi di notifica previsti dalla disciplina NIS2 ha portato un numero più ampio di organizzazioni a segnalare i propri incidenti”, ha sottolineato Andrea Quacivi “sotto la NIS ricadono oggi 21.500 soggetti, per la grande maggioranza operatori privati.
Le notifiche ricevute sono state oltre 1.500 nei primi 9 mesi del 2026 portando molte organizzazioni a entrare in contatto per la prima volta con l’Acn”.
Gli attaccanti ha proseguito il Direttore “hanno sfruttato credenziali compromesse in precedenza anche a seguito di campagne di phishing condotte via mail e vulnerabilità residue nei sistemi IT non sanate per tempo”.
Il Direttore Quacivi si è soffermato sugli investimenti in innovazione e autonomia tecnologica.
Investimenti in IA, Supercalcolo e Scrutinio Tecnologico
Per attuare la Strategia nazionale sono stati avviate le 82 misure, “con circa 526 milioni di euro destinati attraverso i fondi strategici, cui si aggiungono oltre 400 milioni del PNRR” dove tra le priorità figurano “lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e del supercalcolo attraverso progetti quali AI Factory IT4LIA, Megaride e la partecipazione italiana alle AI Gigafactory europee. Sul fronte della ricerca sulla cybersicurezza, l’Agenzia ha selezionato in tre anni 90 progetti di dottorato, finanziandoli con 9 milioni di euro”.
Zero-Day e Scrutinio Tecnologico: la prevenzione proattiva di ACN
Altra attività fondamentale è quella di scrutinio tecnologico che consente di mitigare i rischi prima che le vulnerabilità possano essere sfruttate da attori malevoli.
“Nei primi nove mesi dell’anno sono stati conclusi oltre 100 procedimenti con specifici test di sicurezza.
Abbiamo scoperto 45 vulnerabilità zero-day, di cui 35 di un livello alto di severità. Lo scrutinio è uno strumento importante per garantire uno spazio digitale sicuro”.
Sinergia tra ACN e Difesa: il disegno di legge n. 2028
Nel concludere ha evidenziato la sinergia tra ACN e Difesa e la coerenza del disegno di legge n. 2028 con l’assetto istituzionale. Quacivi ha fatto riferimento in particolare all’articolo 7 del provvedimento che definisce “lo spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato in maniera chiara, dettagliata e univoca”.
“Si tratta di una definizione – ha aggiunto – che non può generare confusione sulle diverse attività condotte dall’ACN e dalla Difesa rispetto al dominio cibernetico.
In che modo collaborano ACN e Ministero della Difesa contro i cyberattacchi?
Quest’ottica di collaborazione e integrazione, e non di sovrapposizione, è resa ancora più evidente dalla disposizione che attribuisce al Capo di Stato Maggiore della Difesa il compito di garantire anche in tempo di pace la tutela dello spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato”.
Il disegno di legge ribadisce la piena validità del decreto legge 82 del 2021 e l’importanza della sinergia e comunione di intenti tra i principali attori istituzionali responsabili sotto i diversi profili della protezione del dominio cyber.
L’obiettivo è rafforzare l’integrazione tra dimensione civile e militare evitando sovrapposizioni di competenze e assicurando un coordinamento efficace nella gestione delle crisi cibernetiche su vasta scala.






















