Trump, Wall Street e Truth API: quando la presidenza diventa un asset finanziario
La società proprietaria di Truth Social lancia adesso un servizio chiamato Truth API, pensato per i grandi fondi d’investimento e i trading desk algoritmici.
Grazie a questo servizio banche e operatori di Wall Street potranno ricevere, al costo di centomila dollari al mese, i post di Donald Trump con un anticipo di pochissimi millisecondi rispetto al resto del pubblico.
Millisecondi che valgono miliardi sui mercati
Quei millisecondi, in cero, possono valere una fortuna, considerato che le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti su dazi o politiche commerciali muovono miliardi di dollari in una frazione di secondo.
Da un punto di vista giuridico, gli esperti di diritto dei mercati finanziari spiegano che le leggi federali statunitensi sui titoli non vietano a una piattaforma privata di differenziare i tempi di distribuzione dei dati.
Vendere la velocità di accesso non costituisce tecnicamente insider trading o violazione delle norme borsistiche tradizionali, in quanto si tratta di informazioni comunque destinate a diventare pubbliche in seguito.
Il tema legale egale ed etico è in realyà quello del profondo conflitto d’interessi istituzionale, tenuto conto che la famiglia Trump detiene circa il 41% della società attraverso un trust gestito dai figli del presidente.
Verso una comunicazione di governo mercificata?
Ci si trova di fronte ad una situazione per cui ogni volta che un operatore paga per accedere in anteprima a un post capace di scuotere le borse globali, una percentuale di quel denaro arricchisce direttamente la famiglia di chi quell’informazione la produce.
Da un lato il diritto societario consente la monetizzazione della velocità di trasmissione dei dati, come da decenni fanno i colossi dell’informazione finanziaria.
Dall’altro lato l’ordinamento costituzionale e deontologico fatica a contenere l’uso della funzione presidenziale come asset commerciale privato.
Quello che preoccupa è non tanto una sorta di asimmetria informativa, elemento sempre più fisiologico nei mercati moderni, quanto la potenziale trasformazione della comunicazione di governo in un prodotto ad alto rendimento finanziario.






















