L’economia degli Stati Uniti si trova esposta a una minaccia crescente legata alle infrastrutture sottomarine, in particolare ai cavi transoceanici, che costituiscono la spina dorsale delle comunicazioni globali.
Secondo quanto riportato da Fox News Digital, Andrew Badger, ex funzionario del Pentagono e oggi parte della startup Coalition Systems, ha dichiarato che potenze rivali come Cina e Russia stanno sviluppando capacità in grado di compromettere questi sistemi critici. Per l’esperto, queste rappresentano una criticità capace di generare caos economico, per il paese nordamericano e non solo.
Il tema assume ulteriore rilevanza nel contesto geopolitico attuale, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si prepara a incontrare il leader cinese Xi Jinping a Pechino per discutere questioni strategiche come commercio, Intelligenza Artificiale e Taiwan.
I cavi sottomarini rappresentano un’infrastruttura di importanza enorme, visto che trasportano circa il 99% del traffico dati globale e sostengono transazioni finanziarie quotidiane stimate fino a 10 trilioni di dollari, come sottolineato anche dal senatore repubblicano John Barrasso del Wyoming.
La loro importanza non è solo economica ma anche strategica, poiché oltre a supportare i sistemi bancari sono indispensabili per le comunicazioni militari. Badger descrive questa rete come un “sistema nervoso fragile” su cui si regge la vita moderna negli Stati Uniti e, più in generale, in tutto l’Occidente.
I cavi transoceanici sono un potenziale punto debole per USA e Occidente
Negli ultimi anni, diversi episodi hanno lasciato intendere la grande vulnerabilità di queste infrastrutture.
Taiwan, uno dei principali punti di tensione tra i governi di Washington e Pechino, ha registrato circa 30 incidenti legati ai cavi sottomarini, tra cui un caso in cui navi cinesi avrebbero tranciato connessioni vitali, creando ripercussioni e disagi per mesi. Anche nel Mar Baltico si sono verificati casi simili, con danni tutt’altro che trascurabili per le infrastrutture di Finlandia e Svezia.
Secondo Badger, il problema risiede nella natura asimmetrica della minaccia: Cina e Russia starebbero investendo molte più risorse nell’attacco alle infrastrutture sottomarine rispetto a quelle impiegate dagli Stati Uniti e dai loro alleati per difenderle.
Questa disparità crea un vantaggio strategico significativo per Mosca e Pechino, che avrebbero identificato nei cavi uno dei punti più vulnerabili dell’Occidente. Un attacco coordinato potrebbe interrompere Internet, creando una sorta di blackout con conseguenze economiche difficili da quantificare.
Il Congresso statunitense ha iniziato a reagire a queste preoccupazioni. Nell’aprile 2026, il già citato senatore John Barrasso e la senatrice democratica Jeanne Shaheen del New Hampshire hanno presentato lo Strategic Subsea Cables Act of 2026, una proposta bipartisan volta a rafforzare la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture sottomarine critiche. L’obiettivo è migliorare sia la protezione fisica dei cavi sia le capacità di risposta a eventuali sabotaggi.
Come è facile intuire, la controparte non resta di certo con le mani in mano. Lo scorso mese di aprile il Ministero delle Risorse Naturali della Cina ha confermato il successo di una missione in acque profonde durante la quale è stato testato un dispositivo avanzato definito “electro-hydrostatic actuator”.
Questa tecnologia sarebbe in grado di tagliare cavi sottomarini, anche se protetti, a profondità fino a 3.500 metri. Se confermate queste potenzialità, un’eventuale operazione rappresenta un rischio concreto per Stati Uniti e altri potenziali avversari del paese asiatico.
Diversi episodi simili sono stati segnalati anche in Europa, alimentando il sospetto di operazioni coordinate nella cosiddetta “gray zone”, ovvero azioni ostili progettate per restare al di sotto della soglia di un conflitto dichiarato.
Badger definisce queste attività come una forma pura di guerra ibrida, in cui eventi apparentemente accidentali, come ancore trascinate sul fondale marino, possono offrire una plausibile negazione di responsabilità pur causando danni significativi.
Il controllo o la capacità di danneggiare i cavi conferisce a Cina e Russia una leva strategica considerevole. Per Badger, Pechino potrebbe utilizzare attacchi mirati non tanto per ottenere una vittoria militare diretta, quanto per influenzare la volontà politica degli Stati Uniti.
Questione Taiwan e Intelligenza Artificiale
In uno scenario legato a Taiwan, la Cina potrebbe colpire in contemporanea i punti di approdo dei cavi sul territorio americano per destabilizzare l’opinione pubblica e scoraggiare un intervento militare.
Questo approccio si inserisce nella più ampia strategia cinese nei confronti dell’isola, che Pechino considera parte integrante del proprio territorio, mentre Washington continua a fornire supporto militare per favorire l’indipendenza della stessa.
Un ulteriore elemento di complessità riguarda il ruolo dei cavi nello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. Lo stretto di Taiwan rappresenta un passaggio cruciale per le infrastrutture che supportano l’elaborazione e il trasferimento dei dati necessari alla rivoluzione dell’AI.
Anniki Mikelsaar dell’Oxford Internet Institute ha evidenziato come la crescente diffusione delle tecnologie di IA stia aumentando la domanda di capacità dei cavi sottomarini. Tuttavia, ha anche precisato che non tutti i danni possono essere attribuiti ad azioni ostili: secondo l’International Cable Protection Committee (ICPC), si verificano ogni anno tra 150 e 200 rotture di cavi a livello globale, la maggior parte delle quali dovute a veri e propri incidenti, che spaziano da errori tecnici fino ad attività di pesca.
Nel complesso, il quadro delineato da fonti come Fox News Digital e dichiarazioni ufficiali di figure politiche e accademiche mostra come le infrastrutture sottomarine siano diventate un punto critico della sicurezza globale.
La combinazione di tensioni geopolitiche, innovazioni tecnologiche e dipendenza crescente dai dati digitali rende questi cavi un obiettivo sempre più strategico, con implicazioni dirette per economia, difesa e stabilità internazionale.






















