Lo spazio cibernetico è oramai diventato un luogo interconnesso con vari settori, andando dalle infrastrutture energetiche, i mercati finanziari, trasporti e il settore della difesa dello Stato.
La complessità e l’interdipendenza dei sistemi è cresciuta fino a far sfumare la dualità tra il mondo digitale e il mondo reale, rendendole un unico campo.
Tuttavia i rischi insiti in tale complessità spaziano dalla dipendenza tecnologica e la perdita di autonomia strategica dello Stato minacciate da attori malevoli.
Ed è nella Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022-2026 che vengono identificati 4 punti cardine che l’Italia segue in questo campo:
- Rientra tra i doveri dello Stato la definizione di adeguate strategie di cybersicurezza volte a pianificare, coordinare e attuare misure tese a rendere il Paese sicuro e resiliente anche nel dominio digitale.
- La cybersicurezza deve porsi come fondamento del processo di digitalizzazione del paese, anche nell’ottica di conseguire l’autonomia nazionale strategica nel settore.
- La cybersicurezza deve essere percepita come un investimento e un fattore per lo sviluppo dell’economia e dell’industria nazionale, per accrescere la competitività del Sistema-Paese a livello globale
- La messa in sicurezza delle infrastrutture, sistemi e informazioni dal punto di vista tecnico deve essere accompagnata da un progresso culturale ad ogni livello della società verso un approccio “security-oriented”.
Tramite il Decreto-Legge del 14 giugno 2021 n.82 è stata istituita l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), designata come Autorità nazionale competente in via esclusiva e punto di contatto unico (PoC) per le finalità legate alla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi (NIS), Autorità Nazionale di certificazione della cybersicurezza, Centro Nazionale di Coordinamento (NCC) ed elemento centrale del Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica (PSNC).


















