Cybertech Europe 2026: l’impatto dell’IA nel mondo della cybersicurezza

Il 13 e 14 ottobre la Nuvola dell’EUR ospita Cybertech Europe 2026. Al centro della manifestazione la sicurezza delle infrastrutture critiche, la sovranità digitale europea e il ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione delle strategie di difesa.

Sommario

La cybersicurezza non è più soltanto una questione tecnico-informatica

È una componente della sicurezza nazionale, della competitività industriale e della continuità dei servizi da cui dipendono cittadini, imprese e istituzioni.

È questo uno dei temi centrali di Cybertech Europe 2026, la manifestazione internazionale dedicata alla cybersecurity in programma oggi, martedì 13 ottobre e domani mercoledì 14 ottobre, presso il centro congressi La Nuvola, nel quartiere EUR di Roma.

L’evento riunisce rappresentanti istituzionali, aziende tecnologiche, professionisti della sicurezza informatica e startup, con un programma che comprende conferenze, sessioni di approfondimento e un’area espositiva dedicata alle soluzioni per la protezione degli ecosistemi digitali.

L’edizione 2026 si inserisce in una fase in cui la diffusione dell’intelligenza artificiale, la crescente interconnessione delle infrastrutture e l’evoluzione delle minacce informatiche stanno modificando il perimetro della sicurezza.

La questione non riguarda più esclusivamente la protezione di reti e dati: investe la capacità di un Paese di mantenere operative le proprie infrastrutture, tutelare le informazioni strategiche e governare le tecnologie da cui dipendono i processi economici e amministrativi.

Tra gli speaker, i protagonisti di IA, sicurezza e cooperazione europea

Il programma di Cybertech Europe 2026 ha visto la partecipazione di personalità di rilievo delle istituzioni, agenzie governative e delle grandi imprese nazionali del mondo della difesa e della tecnologica.

Tanti i nomi di rilievo tra cui Roberto Viola, direttore generale della DG CONNECT della Commissione europea che nel suo intervento ha ricordato come la cooperazione e la definizione di regole condivise siano il motore per una reale leadership comunitaria.

Normative come la direttiva NIS2 e il Cyber Resilience Act sono fondamentali per permettere all’Europa di prevenire le minacce invece di subirle.

Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale ha affermato come stiamo “Assistendo a una convergenza tra cybercrime, disinformazione e attacchi geopolitici. La risposta richiede non solo tecnologie all’avanguardia, ma un coordinamento operativo capillare e costante”.

Stefano De Crescenzo, responsabile delle attività operative e della situational awareness dell’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza (ENISA), ha evidenziato l’importanza di come “Condividere l’intelligence sulle minacce in tempo reale all’interno dell’Unione Europea è l’unico modo per anticipare gli attacchi prima che colpiscano la catena del valore.”

Lorenzo Mariani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo, ha concentrato la sua analisi su come il dominio digitale sia ormai prioritario quanto i settori di difesa tradizionali, sottolineando l’importanza di garantire un’autonomia tecnologica per la continuità del sistema-Paese.

Nel suo intervento, Nunzia Ciardi, vicedirettrice generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), ha invitato a superare una concezione tradizionale delle infrastrutture critiche, storicamente legata ai soggetti che erogano servizi essenziali.

Il punto centrale è oggi l’interconnessione. In un sistema digitale sempre più integrato, anche un’organizzazione che non rientra formalmente nel perimetro delle infrastrutture critiche può diventare un elemento determinante per la sicurezza complessiva del Paese.

A dimostrarlo sono gli effetti che un attacco informatico può produrre lungo le catene di fornitura, nei sistemi produttivi e nei servizi digitali.

La compromissione di un singolo fornitore può ripercuotersi su organizzazioni più grandi, interrompere attività industriali e generare conseguenze economiche ben oltre il bersaglio iniziale.

Il fattore umano e le PMI nella catena della sicurezza informatica

Le PMI possono rappresentare punti di accesso a ecosistemi tecnologici più ampi quando utilizzano credenziali deboli, sistemi non adeguatamente protetti o procedure di autenticazione insufficienti.

Nelle parole di Ciardi, «i nodi più deboli oggi sono la vera criticità per la resilienza cyber di un Paese».

Il messaggio è particolarmente rilevante in un contesto nel quale la sicurezza delle grandi organizzazioni dipende anche dall’affidabilità dei fornitori e dalla protezione degli accessi concessi a soggetti esterni.

La resilienza deve pertanto essere costruita su più livelli: prevenzione, formazione, controllo delle interconnessioni e capacità di risposta agli incidenti.

Una strategia efficace richiede che la cybersecurity sia considerata una responsabilità condivisa tra istituzioni, grandi imprese e realtà di dimensioni più contenute.

La cybersecurity è innanzitutto una responsabilità del vertice aziendale

Teodoro Lio, CEO di Accenture, è partito da una constatazione: anche lui ha insistito sul fatto che per anni la cybersecurity è stata affrontata prevalentemente come una questione tecnica, legata alla protezione di sistemi, reti e dati.

Oggi, invece, la sicurezza informatica incide direttamente sulla capacità di innovare, sulla competitività e sulla crescita del sistema economico.

Nel suo intervento, Lio afferma come: «Oggi è chiaro che proteggere i sistemi significa proteggere la competitività, proteggere la capacità di innovare, proteggere la crescita di un sistema Paese».

La conseguenza è un cambiamento nel modello di governance. La gestione del rischio cyber non può essere delegata esclusivamente alle strutture IT o ai responsabili della sicurezza: deve coinvolgere amministratori delegati, consigli di amministrazione e dirigenti chiamati a prendere decisioni sugli investimenti, sull’adozione delle tecnologie e sulla continuità operativa.

In questa prospettiva, la cybersecurity diventa una variabile della strategia aziendale, da integrare nei processi decisionali e nella pianificazione degli investimenti.

Intelligenza artificiale e cybersecurity: la doppia sfida della difesa

Come abbiamo detto, l’intelligenza artificiale occupa una posizione centrale nel confronto di Cybertech Europe 2026 perché modifica contemporaneamente le capacità offensive e quelle difensive.

Da un lato, gli strumenti di IA possono accelerare la preparazione di campagne di phishing, automatizzare alcune attività di ricognizione e facilitare l’individuazione delle vulnerabilità.

Dall’altro, possono supportare il monitoraggio dei sistemi, l’analisi degli eventi di sicurezza e la gestione delle risposte agli incidenti.

Lio evidenzia questa doppia dimensione: «Non è quindi soltanto l’intelligenza artificiale una tecnologia nuova che dobbiamo proteggere, ma è una tecnologia che cambia sia chi attacca che chi difende».

Da qui derivano due direttrici complementari.

La prima è la Security for AI, ovvero la protezione dei sistemi di intelligenza artificiale.

Significa mettere in sicurezza i dati utilizzati per addestrare i modelli, controllare le modalità con cui vengono integrati nelle applicazioni aziendali e verificare il loro comportamento durante l’utilizzo.

La seconda è la “AI for Security”: impiegare l’intelligenza artificiale per rafforzare le capacità di prevenzione, rilevamento e risposta delle strutture di cybersecurity.

IA agentica e responsabilità: chi controlla i sistemi autonomi?

Tra le questioni affrontate, figura anche la diffusione dell’intelligenza artificiale agentica: sistemi progettati per eseguire compiti, interagire con altre applicazioni e svolgere attività con livelli crescenti di autonomia.

Questa evoluzione amplia le possibilità di automazione, ma introduce nuove esigenze di controllo.

Gli agenti AI possono accedere a dati e risorse aziendali, utilizzare credenziali e interagire con sistemi differenti.

Se tali accessi non sono governati correttamente, possono ampliare la superficie di attacco e aumentare il rischio operativo.

Sponsor ed espositori: dalle grandi aziende alle startup

L’area espositiva rappresenta una componente centrale di Cybertech Europe 2026. Un modo per farsi intercettare, per incontrare nuovi interlocutori, per guardare dal vivo nuove soluzioni presentate dai protagonisti.

Davvero tante le aziende presenti, con in prima fila, tra grandi e piccole: Leonardo, Akamai, Palo Alto Networks, LibraCyber, Bitdefender, Lutech, Sophos, Thales, Cloudflare, Alfa Group, Symantec, CrowdStrike, Allnet-Italia, Check Point, SentinelOne, NTT DATA, TrendAI, Armis, ReeVo, Zscaler, Arrow, Bitsight, Carbon Black, Censys, Cisco per citare alcuni dei nomi più in evidenza.

Infine, assieme ai grandi nomi, le startup il cui padiglione offre spazio a realtà innovative che sviluppano strumenti per affrontare minacce emergenti e problemi specifici della sicurezza digitale sotto ogni punto di vista.

Tra le aziende presenti nella sezione startup troviamo: ARES Cyber, Beelzebub, Dectar, Ermes Cyber Security, ITsMine, MON5, Security Mind, Treat Security, TrueScreen.

Le soluzioni presentate coprono ambiti differenti: dalla sicurezza comportamentale e dalla gestione del rischio umano all’automazione delle attività di sicurezza, dalla protezione dei sistemi industriali alla governance dell’intelligenza artificiale, fino alla verifica dell’autenticità delle informazioni digitali e ai test di sicurezza automatizzati.

 

 

Articoli Correlati

Ultime News

Italia

Space Economy: a Torino l’evento di ANGI sul futuro dell’aerospazio

Space Economy: a Torino l'iniziativa di ANGI per il futuro dell'aerospazio Le OGR Torino, in qualità di host partner, hanno ospitato “Torino Spazio Futuro – Space Horizons: The New Space Economy”, l'iniziativa promossa da…

Protezione Dati

La convergenza della compliance nel Terzo Settore sanitario: dalla frammentazione normativa ad una protezione dei dati con un Sistema di Gestione Integrato

Il paradosso della compliance: quando l'adeguamento rischia di sottrarre risorse alla cura Negli ultimi anni, gli Enti del Terzo Settore (ETS) che operano in particolare nell'ambito dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria, hanno attraversato una trasformazione…

Character.AI
Global

Che cosa insegna la dichiarazione di bancarotta di Character.AI

Dalle origini al successo miliardario Il lancio di settembre 2022 era stato un successo immediato. Il punto di forza era il modello di contenuti generati dagli utenti: chiunque poteva creare nuovi personaggi virtuali, e…

Pillole Cyber

Come il tam-tam su Telegram ha guidato la guerriglia di Milano

Il vademecum su Telegram del "Movimento 17 ottobre" Sulle chat di Telegram e sui social immediatamente dopo gli eventi ha iniziato a circolare un vero e proprio vademecum operativo diffuso dal neonato "Movimento 17…

SPACE ECONOMY ANGI
Italia

Torino Spazio Futuro: la New Space Economy tra Innovazione, Imprese e Investimenti

Da questa domanda prende forma “Torino Spazio Futuro – Space Horizons: The New Space Economy”, l'appuntamento in programma martedì 20 ottobre 2026 alle OGR Torino, promosso da ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori e…

Cyberwar

ransomware-low-cost
Cyberwar

Ransomware low cost: un attacco con l’AI costa meno di 4 dollari

La testata giornalistica, specializzata in cybersecurity, ha portato alla luce una complessa infrastruttura criminale, quasi totalmente automatizzata grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Questa, a quanto pare, è gestita da un affiliato di The Gentlemen, ovvero…

MARINA COREA DEL SUD IA
Cyberwar

La Marina sudcoreana conduce il primo test di sminamento con l’IA

Il test congiunto con Hanwha Systems a Busan L'esercitazione, guidata congiuntamente dall'azienda della difesa sudcoreana Hanwha Systems, si è svolta presso una base navale nella città portuale sudorientale di Busan. L'operazione ha coinvolto il…

Droni-guerra
Cyberwar

Il Futuro della guerra: perché i droni non vinceranno i conflitti da soli

Nel contesto bellico odierno, oltre all’intelligenza artificiale, uno dei fattori più determinanti sembrano essere i droni. Se molti, più o meno esperti, vedono in questa tecnologia il futuro della guerra, esiste chi va controcorrente,…

Spazio

SPAZIO
Spazio

Feudi orbitali: chi detta le regole della guerra nello spazio?

L'orbita non attende: la vulnerabilità dei servizi spaziali Nelle prime ore del 24 febbraio 2022, in concomitanza con l’invasione russa dell’Ucraina, un attacco cibernetico alla rete KA-SAT di Viasat interruppe servizi di connettività in…

Spazio

Da Star Trek alla guerra nello spazio: cyberattacchi, aziende private e nuove frontiere del diritto internazionale

Il cyber armamento dello spazio: quando la sicurezza orbitale incontra la cybersecurity Le moderne infrastrutture spaziali dipendono da reti di comunicazione, software, centri di controllo, servizi cloud e catene di fornitura digitali. In questo…

CYBERSPAZIO
Spazio

Spazio e cyberspazio: il nuovo fronte della sicurezza nazionale italiana

Spazio e cyberspazio: un ecosistema strategico interdipendente Quando un satellite viene disturbato, compromesso o reso indisponibile, gli effetti non restano in orbita. Possono incidere sulle comunicazioni, sulla navigazione satellitare, sul coordinamento militare e su…

Cavi Sottomarini

Underwater

Un siluro Mk 48 lanciato da un drone: il test storico di AUKUS

AUKUS: il sottomarino autonomo britannico XV Excalibur lancia un siluro americano Mk 48 Negli scorsi giorni, diversi siti che si occupano di tecnologia hanno riportato l’attenzione sul test condotto al British Underwater Test &…

Robot-subacquei
Underwater

Russia prepara 1.000 robot subacquei per ispezioni e riparazioni navali

Il progetto nasce soprattutto dall’esigenza di ridurre i tempi necessari per intervenire sulle infrastrutture offshore dopo un incidente. L’unità ingegneristica di USC afferma che la mobilitazione di una nave convenzionale può richiedere da 4…

China-Pesce-Robot
Underwater

La Cina potrebbe usare pesci robot per operazioni militare segrete

Il BG-5V, infatti, è un vero e proprio robot subacqueo biomimetico sviluppato da Boyagongdao Marine Technology Group. Questo è pensato per muoversi in autonomia e svolgere attività di sorveglianza. Come riportato da TechRadar in…