Diritto&Bit Le briciole del PNRR

Digitalizzazione della pubblica amministrazione italiana e gestione dei fondi PNRR

Sommario

Ho letto con attenzione qualche giorno fa l’analisi impietosa sulla gestione del PNRR per la digitalizzazione del Paese sviluppata da Donato Limone, già professore ordinario di informatica giuridica e oggi fondatore e direttore della “Rivista elettronica di diritto, economia, management” ed oltre che riconosciuto esperto di organizzazione e digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni. 

Purtroppo in questi anni abbiamo assistito da parte del nostro Sistema Paese a una amministrazione piuttosto grossolana di questo enorme patrimonio a nostra disposizione (non “a fondo perduto” purtroppo): una gestione contabile portata avanti senza una visione forte e senza strategie solide a medio e lungo termine.

Abbiamo speso 194 miliardi senza battere ciglio (ce ne siamo accorti?). Si aprirà la stagione della rendicontazione (cosa hanno fatto i decisori pubblici con i soldi a disposizione e coloro che hanno gestito i progetti e i soldi?) ma oggi dobbiamo occuparci di un “fallimento” di questo piano senza una strategia, senza un “futuro”, con tanti soldi ed interessi da restituire. Perché un Piano di queste dimensioni economiche non ha avuto una strategia (a parte quella della distribuzione “amministrativa” delle risorse e soprattutto il piano digitale previsto dal PNRR non ha avuto una precisa strategia in una situazione internazionale di grande effervescenza tecnologica)?”, si chiede amaramente il prof. Limone nella sua riflessione. 

Dobbiamo fare i conti con un Paese ancora non semplificato, poco digitalizzato e, quando digitalizzato, comunque burocratico e già stanco dei “capricci informatici” messi a terra in modo confusionario. E l’innovazione digitale non si fa (solo) a colpi di acquisti tecnologici.

Stiamo perdendo un’incredibile occasione limitandoci a raccontare slogan, senza alcuna prospettiva reale di crescita in ambito digitale. Per non parlare della stagnazione in termini di formazione di competenze per dirigenti e funzionari degli enti pubblici, come previsto (inutilmente) dal Codice dell’amministrazione digitale da più di vent’anni.

Si ha l’amara sensazione di essere davanti a un vicolo cieco e non sarà l’intelligenza artificiale a salvarci.

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