Dal “fare” al presente all’intermediazione digitale
“Age quod agis” significa letteralmente “fa’ ciò che fai”.
Questa locuzione, nella sua saggezza popolare, invitava a concentrarsi con totale dedizione sull’azione che si sta compiendo nel momento presente.
Con l’avvento dell’IA generativa e agentica le nostre azioni cambiano direzione e vivono una dimensione più mediata, spesso meno meditata e più immediata.
Questo sta portando molti giuristi a ripensare principi della tradizione, come già avvenuto con l’avvento del digitale, di Internet e del Web.
La metamorfosi digitale e la crisi della responsabilità giuridica
Se da una parte il diritto d’autore, il diritto di proprietà e il diritto industriale hanno già dovuto fare i conti con condivisioni su larga scala e nuove forme di “libertà” contrattuale, e dall’altra documenti, firme e archivi hanno dovuto confrontarsi con la vertigine del superamento del supporto che garantiva imputabilità e (relativa) certezza in ordine a contenuto, integrità e conservazione, ormai ogni pensiero e ogni azione passano attraverso forme di intermediazione e non sempre risultano immediatamente associabili a una persona fisica o giuridica.
La parcellizzazione dei processi tipica della società dell’informazione è esplosa in una straordinaria metamorfosi nel momento in cui ha trovato nuove modalità di interazione attraverso algoritmi sempre più “intelligenti”.
IA agentica e soggettività degli algoritmi: un finto dilemma?
C’è chi ipotizza nuove forme di soggettività giuridica da assegnare direttamente all’algoritmo, laddove un testo, un audio, un video o qualunque altro oggetto digitale possano essere riprodotti attraverso agenti dotati di autonomia, mentre l’essere umano si limita a conferire un prompt più o meno meditato.
A mio avviso, però, ciò che accade non necessariamente dovrebbe portare a spezzare la rigorosa catena delle responsabilità, che continua a dipendere da ruoli e funzioni da individuare e riassegnare correttamente.
La funzione sociale del diritto: etica e responsabilità nell’era dell’intelligenza artificiale
È necessaria una riallocazione responsabile di ruoli e funzioni per interpretare con consapevolezza ciò che accade e ritrovare il senso di una matassa che appare inestricabile sotto il profilo della riconducibilità giuridica delle azioni.
Il diritto non dovrebbe oggi innamorarsi troppo della tecnologia, che pure affascina, ma ritrovare il senso della sua importantissima funzione sociale: nutrire una società profondamente mutata di logica etica, consapevolezza e responsabilità.






















