Ho letto con grande interesse un post su LinkedIn di Federica Meta sull’intelligenza artificiale e sulla necessità di affrontare la sfida non solo sul piano regolatorio, ma anche su quello spirituale.
Condivido profondamente questa visione allargata, da lei mutuata prendendo spunto da un articolo di Danielle A. Davis Canty pubblicato su Tech Policy Press.
Come ripeto da tempo, ormai i modelli e i sistemi di IA hanno fagocitato in modo indisturbato miliardi di identità articolatissime. Attraverso dati personali e non personali hanno acquisito un dominio profondo sulle nostre vite, con un potere immenso di profilazione e manipolazione di intimità e fragilità che ci riguardano.
Il Limite delle Norme UE: Dall’AI Act al Digital Omnibus
L’UE è intervenuta, ma con grave ritardo, e si trova oggi a dover regolare un territorio su cui non possiede pienamente le infrastrutture che vorrebbe governare. L’AI Act, insieme alle altre norme che si occupano di digitale (GDPR, eIDAS, DMA, DSA, DGA, Data Act, NIS, ecc.), prevede adempimenti, divieti e affida sanzioni a diverse autorità in una cornice di compliance complessa, basata su analisi di contesto spesso relative e sofferte. Molte misure, tra cui quelle più rilevanti per i sistemi che determinano rischi elevati, sono peraltro rimandate di oltre un anno dal Digital Omnibus.
Il Caso dei “Dati Spirituali” e del Conforto Algoritmico
Prendiamo proprio l’esempio dei dati spirituali. Sono già da tempo assorbiti da sistemi di IA che offrono “conforto” religioso a milioni di persone su scala globale. Non esiste in proposito un divieto diretto nella normativa UE: tutto dipende dal contesto di utilizzo e dalla valutazione caso per caso di un eventuale alto rischio.
Nel frattempo, il mercato si dilata esponenzialmente e continua a controllare ogni nostra fragilità.
La vera speranza non è solo normativa, né infrastrutturale. È nella consapevolezza di ciò che siamo e nella capacità di esercitare un’etica profonda sul controllo dei nostri dati più intimi.
L’etica, però, è difficilmente trasferibile come obbligo normativo diretto ai fornitori di servizi. Nasce invece da una crescita personale sul senso della nostra identità e di ciò che vogliamo diventare.
Oltre l’Algoritmo: L’Etica e l’Enciclica Magnifica Humanitas
In questo cammino, l’enciclica “Magnifica Humanitas” di Leone XIV può rappresentare un faro importante, invitandoci a non perdere di vista la dimensione più profonda dell’umano di fronte alla potenza tecnologica.
Dobbiamo chiederci: fino a che punto siamo davvero disposti a lasciare che le nostre fragilità più intime diventino materia prima per l’addestramento di sistemi che non potranno mai comprendere davvero cosa significhi essere umani?
La sfida non è solo regolatoria. È prima di tutto culturale, esistenziale e in senso ampio spirituale.






















