Diritto&Bit. Il fallimento del fascicolo sanitario e del MEPA: La Burocrazia del PNRR

DIGITALIZZAZIONE PNRR

Sommario

La Commissione europea nel suo ultimo Report sembra elogiare la maturità dei nostri sistemi di digitalizzazione post PNRR, sottolineando i passi avanti su identità digitale e FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico).

Peccato che la realtà osservata sul campo racconti una transizione digitale scontratasi con un drammatico fallimento sia culturale e sia organizzativo.

Vediamo l’attuale situazione attraverso due preziosi angoli di osservazione: quello del medico di base e quello del piccolo imprenditore.

Partiamo, però, con uno sguardo alto dal FSE.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE): I Numeri del Divario

Il cronoprogramma del Ministero della Salute imponeva scadenze tassative su interoperabilità delle piattaforme e su digitalizzazione di referti, ricette e cartelle cliniche.

Eppure, come riporta Mila Fiordalisi su Wired Italia, la Fondazione Gimbe certifica con nettezza che nessuna Regione italiana mette davvero a disposizione del cittadino tutte le 20 tipologie di documenti previste dai vari decreti ministeriali oggi in vigore.

La Puglia, in particolare, chiude la zoppicante classifica con soli 11 documenti disponibili.

Inoltre, il mondo reale (e non quello raccontato pomposamente sui media) rivela che solo il 44% degli italiani ha autorizzato i medici a consultare il proprio fascicolo.

Soprattutto nel Sud pesano, infatti, analfabetismo digitale, una percezione di scarsa utilità degli strumenti e sfiducia sulla data protection: in Campania e Abruzzo il consenso è addirittura fermo al 2%.

E passiamo così al punto di vista del medico.

Medici e Imprenditori: Due Facce della Stessa Burocrazia

Il sindacato dei medici di famiglia (Snami) denuncia da tempo il carico insostenibile di lavoro per compilare manualmente il Patient Summary, invece di dedicarsi a diagnosi efficaci.

Parallelismo perfetto con quanto accade alle nostre piccole imprese costrette a confrontarsi con il MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione).

Anche qui, invece di semplificare e favorire innovazione, si impongono contorsioni burocratiche che trasformano un semplice approvvigionamento in un percorso a ostacoli: interfacce poco intuitive, downtime frequenti, procedure complesse che allontanano le imprese più innovative e premiano chi ha più tempo (o semplicemente ha la possibilità di dotarsi di uffici preposti) da dedicare alla burocrazia piuttosto che al valore.

Il medico di base che perde ore sul Patient Summary invece di curare e l’imprenditore che si perde tra moduli e piattaforme invece di proporre soluzioni innovative alla PA: due facce della stessa medaglia.

Linee Guida AgID e l’Inaffidabilità dei Dati

A tutto ciò si aggiunge l’inaffidabilità cronica dei dati.

Sistemi che spesso non rispettano nemmeno le Linee Guida AgID (che a volte la stessa AgID fatica a seguire con coerenza).

Compilare un modulo diventa un rebus, ritrovare un dato registrato affidabilmente una caccia al tesoro.

Eppure lungo la mia esperienza professionale mi è capitato di supervisionare progetti pensati diversamente, nei quali gli utenti e i cittadini sono messi al centro di processi e procedimenti.

Dove la profilazione è pensata per aiutare nella navigazione e nella scelta di servizi su misura.

Come Dovrebbe Essere una Vera Digitalizzazione?

È sufficiente costruire una strada fatta di accountability e anche di privacy e security by design per sviluppare finalità legittime e ben comprese all’inizio di un iter di processo che non è (e non deve ovviamente essere) sviluppato per sfruttare il finanziamento al momento a disposizione, ma viene meditato e concretizzato per cambiare (in meglio) la vita digitale di chi è on line per dialogare con noi.

Il PNRR non Basta Senza un Cambio Culturale

Il problema di oggi non è, quindi, la mancanza di fondi o di tecnologia, ma è l’incapacità di abbandonare un modello burocratico-cartaceo camuffato da digitale.

La pioggia di soldi del PNRR non è bastata e, quindi, non basterà mai finché non si affronterà alla radice la rigidità burocratica ancorata all’analogico, la quale si somma sia con la resistenza culturale al cambiamento e sia con l’assenza di una vera governance capace di imporre interoperabilità reale, usabilità e qualità dei dati.

 

È una storia da dimenticare

È una storia da non raccontare

È una storia un po’ complicata

È una storia sbagliata.

Cominciò con la luna sul posto e finì con un fiume di inchiostro

(Fabrizio De Andrè)

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