I costi per i soli servizi cloud e software acquistati in Europa da fornitori americani sono pari al costo della bolletta energetica del continente
La società di consulenza francese Asterès, su incarico del Cigref (l’associazione che riunisce grandi imprese e istituzioni pubbliche francesi) aveva presentato a Strasburgo il 24 aprile 2025, per la prima volta, uno studio che quantificava la dipendenza tecnologica europea.
La metodologia era innovativa ma con un campione limitato dato che le statistiche ufficiali risultano inutilizzabili a causa della distorsione provocata dal ruolo fiscale dell’Irlanda.
I numeri della dipendenza: 264 miliardi l’anno trasferiti negli USA
Asterès aveva stimato le spese di cloud e software per le aziende francesi estrapolando successivamente i risultati all’UE. Dall’analisi era emerso che il sistema europeo spende 330 miliardi per servizi cloud e acquisto di software americani dei quali, 264 miliardi l’anno, pari a circa l’1,5 % del Pil, vengono trasferiti direttamente all’economia americana.
La spesa complessiva è quindi equivalente al costo della bolletta energetica continentale (€360 miliardi).
In questo modo l’Europa sostiene negli USA circa 1,9 milioni di posti di lavoro qualificati.
Cos’è la “Techflation”? Il potere di mercato e i rincari record
Qualche tempo fa Asteres ha aggiornato lo studio spostando il focus sul potere di mercato dei player tecnologici americani e quindi sulla loro capacità di incidere sui prezzi: un meccanismo strutturale di sfruttamento del mercato europeo definito techflation.
Dallo studio emerge che i costi di cloud e software sono cresciuti in media dell’8,7% annuo negli ultimi tre anni, con picchi fino al 51% al rinnovo dei contratti.
Da problema commerciale a rischio geopolitico
Tutto questo grazie ai meccanismi di lock-in che hanno impedito alle imprese europee di beneficiare di un mercato veramente competitivo.
L’imprevedibilità crescente provocata dalla totale dipendenza europea dalle imprese tecnologiche americane sta dunque trasformando il problema della dipendenza tecnologica, da commerciale a problema di stabilità economica e strategica.




















