Minori e dipendenze digitali: il quadro preoccupante nella Relazione al Parlamento
Il 24 giugno 2026 è sta presentata al Parlamento la Relazione annuale sul fenomeno delle dipendenze, che traccia un quadro sicuramente preoccupante soprattutto in relazione all’ abbassamento dell’età del primo contatto con le sostanze stupefacenti.
Si registra anche il record storico per il gioco d’azzardo minorile e la crescita dei consumi tra gli studenti minorenni ai quali va aggiunta l’esplosione delle dipendenze digitali.
I nuovi scenari delle dipendenze comportamentali tra i giovani
Il riconoscimento istituzionale di fenomeni come l’uso compulsivo dello smartphone, la dipendenza da gaming, l’isolamento sociale grave e il trading online tra i giovanissimi, impone riflessioni urgenti su come proteggere i soggetti più vulnerabili.
Quando un adolescente sviluppa una dipendenza comportamentale legata a piattaforme digitali nate per trattenere l’attenzione dell’utente attraverso algoritmi predittivi, ci troviamo di fronte a un problema di bilanciamento tra la libertà d’impresa dei colossi del web e il dovere costituzionale dello Stato di proteggere la salute dei minori.
Se concentriamo per un attimo l’attenzione sul gioco d’azzardo tradizionale e ci spostiamo su certe dinamiche del trading online o del gaming, è agevole comprendere che anche i nostri strumenti normativi forse non bastano per contrastare questi fenomeni.
Perché le tutele attuali falliscono davanti allo schermo
Anche se il diritto prevede sanzioni e tutele rigide per impedire l’accesso dei minori ai casinò o alle scommesse, le stesse barriere si rivelano tragicamente fragili di fronte a uno schermo che permette a un quattordicenne di investire denaro o di isolarsi completamente dal mondo reale nella propria stanza.
Anche qui si pone il tema della responsabilità oggettiva delle piattaforme e dell’efficacia dei sistemi di verifica dell’età, che non possono più ridursi a un semplice click su una dichiarazione personale.
Oltre l’approccio terapeutico: serve una riforma normativa
Lo Stato sta rispondendo attraverso il monitoraggio del Dipartimento per le Politiche Antidroga e il potenziamento dei servizi territoriali come i SerD, ma l’approccio puramente terapeutico ex post non è sufficiente.
Serve probabilmente un quadro normativo adeguato capace di regolare in modo effettivo l’architettura dei servizi digitali, imponendo la tutela del minore come principio cardine e non come un optional, per evitare che la rete si trasformi in una terra di nessuno dove i diritti dei più giovani vengono sacrificati in nome del profitto tecnologico.






















