Gli incredibili ritardi tecnici nei servizi fiduciari qualificati in Italia

Ho letto con interesse un articolo di approfondimento dell’Avv. Luigi Foglia sulla qualificazione dei servizi di eArchiving in Italia, il quale prendeva spunto dalla recente qualificazione della branch irlandese di Entaksi Solution SpA come prestatore qualificato di servizi fiduciari di archiviazione elettronica (QEATS).

Sommario

Conservazione a norma in Italia: serve la qualifica eIDAS?

Credo sia utile prima di tutto evidenziare un aspetto che, ancora oggi, genera non poca confusione a chi propone servizi fiduciari nel nostro Paese: attualmente non è necessario qualificarsi come fornitore di servizi fiduciari qualificati di eArchiving ai sensi del Regolamento eIDAS (come modificato dal Regolamento UE 2024/1183) per poter erogare in Italia un servizio di conservazione “a norma” di documenti e fascicoli informatici.

Secondo l’attuale quadro normativo nazionale, infatti, i servizi di conservazione dei documenti informatici devono rispettare le Linee guida AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) affinché il processo possa considerarsi conforme (cfr. artt. 43 e 44 Codice dell’Amministrazione Digitale – CAD).

Solo per i sistemi di conservazione destinati alle Pubbliche Amministrazioni sono previsti ulteriori requisiti, definiti dal Regolamento AgID sui criteri di fornitura dei servizi di conservazione (per i quali è possibile anche iscriversi nel marketplace tenuto dalla stessa AgID).

Le criticità del sistema italiano e il nodo del capitale sociale

Appare quindi evidente che, secondo la normativa oggi vigente, i cosiddetti “conservatori”, ossia i fornitori di servizi di conservazione, non sono obbligati a ottenere la qualificazione prevista dal Regolamento eIDAS per poter operare, pur potendo certamente intraprendere tale percorso anche in Italia.

La sensazione è che permanga una certa sovrapposizione tra disciplina nazionale e disciplina europea.

Proprio per questo sarebbe auspicabile un aggiornamento del quadro normativo, in grado di favorire quella interoperabilità che l’Unione Europea persegue da anni nei diversi ambiti della trasformazione digitale.

In questo contesto, si attendono con interesse gli sviluppi derivanti dalla delega (contenuta nell’art. 11 della L. 167/2025) conferita al Governo per l’aggiornamento del CAD, con particolare riferimento alla disciplina dei servizi fiduciari e dei mezzi di identificazione elettronica.

Anche perché permangono grandi perplessità in merito al fatto che, come correttamente sostenuto dall’avv. Foglia, i soggetti stabiliti in Italia che intendono richiedere la qualifica come fornitori di servizi qualificati di archiviazione elettronica debbano avere un capitale sociale minimo di 5 milioni di euro e inoltrare apposita domanda all’AgID.

Tale specifico requisito non si trova riproposto in modo speculare negli ordinamenti di altri Stati UE, generando evidenti ostacoli alla piena circolazione dei servizi fiduciari qualificati all’interno dell’Unione.

Perché la qualificazione eArchiving è strategica

La qualificazione eArchiving non è soltanto una questione burocratica, ma rappresenta un tassello fondamentale per:

  • la circolazione transfrontaliera dei documenti, fascicoli e archivi digitali;
  • la fiducia nei dati;
  • la futura interoperabilità tra EUDI Wallet, servizi fiduciari e archivi digitali;
  • la conservazione della qualità probatoria e dell’affidabilità dei documenti nel tempo.

Vale la pena, inoltre, ricordare che, sul fronte delle firme elettroniche e dei sigilli elettronici, alcuni riferimenti regolamentari nazionali risalgono ancora a un impianto normativo antecedente all’entrata in vigore di eIDAS (contenuto nel DPCM 22 febbraio 2013).

Insomma, il percorso verso il pieno allineamento tra normativa nazionale e quadro europeo è ancora lungo.

E il rischio è che, mentre l’Europa accelera verso un ecosistema fondato sulla fiducia digitale, l’Italia continui a scontare ritardi normativi e tecnici che finiscono per ostacolare proprio quella interoperabilità che dovrebbe rappresentare il presupposto della trasformazione digitale.

Articoli Correlati

Ultime News

Pillole Cyber

I raid ucraini contro i data center di Yandex

L’attacco con droni dei data center di Yandex nelle regioni di Kaluga, Sasovo e Vladimir mostrano in modo evidente come la dimensione cinetica e quella cibernetica si fondino direttamente. Il colosso tecnologico, noto come…

Global

Il robot non ha bisogno della rete. Il sistema sì.

Robotica militare: quando la connettività diventa il vero campo di battaglia Il drone a fibra è l'esempio più netto di un robot reso indipendente dal proprio collegamento radio. Eppure, negli stessi anni, lo sforzo…

Diritto&Bit

È davvero utile registrare un marchio sonoro per tutelarsi dai deepfake?

  La scelta è giuridicamente legittima e sarà interessante verificare se il deposito supererà l'esame dell'ufficio competente. Ma il punto, in realtà, non è questo. È un altro. A cosa serve davvero? La nostra…

Underwater

Un siluro Mk 48 lanciato da un drone: il test storico di AUKUS

AUKUS: il sottomarino autonomo britannico XV Excalibur lancia un siluro americano Mk 48 Negli scorsi giorni, diversi siti che si occupano di tecnologia hanno riportato l’attenzione sul test condotto al British Underwater Test &…

SOVRANITA' DIGITALE UE
Global

Sovranità Digitale Europa: Cloud USA, Techflation e Costi Nascosti

I costi per i soli servizi cloud e software acquistati in Europa da fornitori americani sono pari al costo della bolletta energetica del continente La società di consulenza francese Asterès, su incarico del Cigref…

Cyberwar

ransomware-low-cost
Cyberwar

Ransomware low cost: un attacco con l’AI costa meno di 4 dollari

La testata giornalistica, specializzata in cybersecurity, ha portato alla luce una complessa infrastruttura criminale, quasi totalmente automatizzata grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Questa, a quanto pare, è gestita da un affiliato di The Gentlemen, ovvero…

MARINA COREA DEL SUD IA
Cyberwar

La Marina sudcoreana conduce il primo test di sminamento con l’IA

Il test congiunto con Hanwha Systems a Busan L'esercitazione, guidata congiuntamente dall'azienda della difesa sudcoreana Hanwha Systems, si è svolta presso una base navale nella città portuale sudorientale di Busan. L'operazione ha coinvolto il…

Droni-guerra
Cyberwar

Il Futuro della guerra: perché i droni non vinceranno i conflitti da soli

Nel contesto bellico odierno, oltre all’intelligenza artificiale, uno dei fattori più determinanti sembrano essere i droni. Se molti, più o meno esperti, vedono in questa tecnologia il futuro della guerra, esiste chi va controcorrente,…

Spazio

Spazio

Da Star Trek alla guerra nello spazio: cyberattacchi, aziende private e nuove frontiere del diritto internazionale

Il cyber armamento dello spazio: quando la sicurezza orbitale incontra la cybersecurity Le moderne infrastrutture spaziali dipendono da reti di comunicazione, software, centri di controllo, servizi cloud e catene di fornitura digitali. In questo…

CYBERSPAZIO
Spazio

Spazio e cyberspazio: il nuovo fronte della sicurezza nazionale italiana

Spazio e cyberspazio: un ecosistema strategico interdipendente Quando un satellite viene disturbato, compromesso o reso indisponibile, gli effetti non restano in orbita. Possono incidere sulle comunicazioni, sulla navigazione satellitare, sul coordinamento militare e su…

RAPIDUS MOON SEMICONDUCTOR
Spazio

Dalla Luna a TSMC: i piani ambiziosi di Rapidus per il futuro dei semiconduttori

Lo stabilimento per la costruzione di chip sulla Luna Intervenendo a Washington durante una conferenza organizzata dal think tank statunitense Hudson Institute, Koike ha presentato il progetto lunare definendolo un piano serio e concreto.…

Cavi Sottomarini

Underwater

Un siluro Mk 48 lanciato da un drone: il test storico di AUKUS

AUKUS: il sottomarino autonomo britannico XV Excalibur lancia un siluro americano Mk 48 Negli scorsi giorni, diversi siti che si occupano di tecnologia hanno riportato l’attenzione sul test condotto al British Underwater Test &…

Robot-subacquei
Underwater

Russia prepara 1.000 robot subacquei per ispezioni e riparazioni navali

Il progetto nasce soprattutto dall’esigenza di ridurre i tempi necessari per intervenire sulle infrastrutture offshore dopo un incidente. L’unità ingegneristica di USC afferma che la mobilitazione di una nave convenzionale può richiedere da 4…

China-Pesce-Robot
Underwater

La Cina potrebbe usare pesci robot per operazioni militare segrete

Il BG-5V, infatti, è un vero e proprio robot subacqueo biomimetico sviluppato da Boyagongdao Marine Technology Group. Questo è pensato per muoversi in autonomia e svolgere attività di sorveglianza. Come riportato da TechRadar in…