Il Garante Privacy ha espresso un importante parere (provvedimento del 29 gennaio 2026) che è favorevole allo schema di linee guida AgID relative all’accessibilità dei servizi digitali. Le norme AgID, in attuazione del D. Lgs. 82/2022 (recepimento dell’European Accessibility Act), impongono l’accessibilità obbligatoria per servizi pubblici e anche privati (trasporti, pagamenti, e-commerce) a partire dal 28 giugno 2025.
Il Garante ha sottolineato l’importanza di un’accessibilità che sia attenta sin dall’inizio alla data protection e, quindi, “privacy by design“, in modo che l’accessibilità non si trasformi in trasparenza discriminatoria.
In poche parole, non si devono creare “barriere” alla privacy pur garantendo l’inclusione digitale, in linea con il GDPR.
Ma c’è solo questo da sottolineare su accessibility e data protection?
No. Va ricordato anche che non può esserci piena trasparenza informativa, senza piena accessibilità.
E questo vale in realtà non solo per le normative “privacy“, ma per tutte le normative di tutela di consumatori e di utenti destinatari di servizi digitali.
Un documento reso non accessibile non può ritenersi garantito nell’ottica della sua necessaria trasparenza.
E le conseguenze in punto di diritto – pur se ancora poco esplorate – possono essere piuttosto rilevanti.






















