Pillole Cyber. Dalla psichedelia all’algoritmo.

Pillole Cyber. Dalla psichedelia all’algoritmo

Sommario

I Grateful Dead e l’ideale della musica come bene comune

Non tutti sanno che i padri fondatori di internet si sono ispirati alla cultura dei figli dei fiori.  Esiste infatti un intimo legame tra tra la musica psichedelica degli anni Sessanta e il mondo dei computer degli anni Novanta.
Tornando indietro nel tempo ritroviamo la famosa  band di San Francisco, i  Grateful Dead, che vivevano in una comune e rifiutavano le regole del mercato, regalando la propria musica e incoraggiando i fan a registrare i concerti. La loro idea è che la musica fosse un bene di tutti. Tale visione di condivisione totale si è trasferita nel mondo digitale grazie a John Perry Barlow, paroliere della band e pioniere del web.

Dal sogno hippie al mercato globale: la privatizzazione della rete

Fu lui a scrivere nel 1996 la celebre Dichiarazione d’Indipendenza del Cyberspazio sognando una rete libera da controlli e censure. Tale idea è stata ripresa dai primi primi hacker che l’hanno applicata ai computer, sostenitori del fatto che le informazioni dovessero essere accessibili a chiunque, oltre il concetto di proprietà privata.
Questa idea romantica ha lasciato ben presto il posto alla realtà del mercato globale. Lo spazio libero della rete è diventato così una macchina per far soldi per le grandi aziende.

La nuova sfida: proteggere i dati e la libertà degli utenti

Ciò ha comportato che le conoscenze e le idee nate per essere condivise fossero recintate e privatizzate attraverso le regole del diritto d’autore e i brevetti industriali, lasciando spazio a modelli orientati solo al guadagno.
L’evoluzione, o l’involuzione, descritta deve oggi far riflettare come nella nuova realtà digitale nonserva solo proteggere i sistemi ma anche i diritti di noi utenti , perché la regolamentazione dei dati personali è il vero terreno di scontro per la nostra libertà.

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