Reti come TikTok ed altre hanno fatto rimbalzare video virali che promettevano l’apertura totale delle frontiere spagnole. Anche la “ pubblicità” diffusa da alcune piattaforme ha determinato un drammatico effetto chiamata che ha spinto migliaia di giovani a tentare la traversata, scontrandosi poi con la realtà dei respingimenti e dei rapidi rimpatri organizzati dal governo di Madrid.
Le reazioni istituzionali: tra reti criminali e mafie di trafficanti
La potenza di queste bufale è stata paragonata dal premier spagnolo a polvere da sparo mossa da reti criminali, mentre le autorità di Rabat hanno attribuito la colpa alle mafie dei trafficanti.
I profili giuridici: quali reati integra la disinformazione strategica?
Da un punto di vista giuridico la diffusione strategica di informazioni false per manipolare le masse può integrare diversi reati come quelli di procurato allarme, istigazione a delinquere, concorso nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Gli algoritmi, infatti, sono oramai utilizzati come veri strumenti di ingegneria sociale anche per generare caos e profitti illeciti.
Inoltre, se ci troviamo di fronte ad una notizia falsa, che impatta direttamente sulla sicurezza nazionale e sui diritti umani, è agevole rilevare come la semplice rimozione del contenuto a posteriori non basti più.
La responsabilità dei Colossi Tech: perché la moderazione a posteriori non basta più
E’ necessaria una revisione del dovere di vigilanza dei colossi Tech, chiamati a un obbligo di diligenza rafforzato per contrastare la disinformazione sistemica che minaccia la stabilità degli Stati e la vita delle persone.






















