Spionaggio UE: hacker violano WhatsApp e Signal di alti funzionari

UE HACKER

I governi stranieri stanno tentando di violare gli account di messaggistica dei funzionari di alto livello dell’Unione Europea. È quanto emerge da una presentazione interna redatta dall’unità di cyber-difesa del blocco.

Sommario

Il documento, illustrato a luglio ai rappresentanti dei governi nazionali dell’UE, inserisce la “presa di controllo degli account di alti funzionari” tra le principali minacce informatiche che il blocco si trova ad affrontare quest’anno.

Si tratta della prima conferma ufficiale del fatto che i rappresentanti europei siano stati bersaglio di attacchi mirati attraverso le chat di messaggistica, dopo che diverse agenzie di sicurezza informatica nazionali avevano già segnalato nei mesi scorsi una campagna collegata a gruppi di hacker russi.

È inoltre la prima volta che un’autorità comunitaria collega in via formale tali attacchi a un governo straniero.

Spearphishing di Stato e ingegneria sociale

Secondo quanto riportato nella presentazione, i funzionari sono stati vittime di “spearphishing sponsorizzato da Stati”, una tecnica basata su campagne mirate e su misura per indurre persone specifiche a cliccare su link fraudolenti o ad aprire allegati dannosi.

Gli hacker hanno fatto ampio ricorso a tecniche di ingegneria sociale, confezionando messaggi altamente personalizzati per aggirare le difese dei bersagli ed elevarne il tasso di successo.

Già in precedenza era emerso che la Commissione Europea avesse invitato i suoi dirigenti di vertice a disattivare un gruppo di comunicazione su Signal a causa di timori legati alla sicurezza.

La mossa si inseriva in una serie di avvertimenti diramati dalle autorità cyber nazionali, che avevano esortato le istituzioni a ridurre l’uso di app di messaggistica commerciali come WhatsApp e Signal per le comunicazioni istituzionali ufficiali.

La minaccia dei bot truffa e la frammentazione della sicurezza

Già a marzo, almeno cinque agenzie di intelligence e sicurezza informatica avevano lanciato l’allarme su campagne di hacking in corso sulle piattaforme di messaggistica.

In quell’occasione, l’intelligence olandese aveva attribuito esplicitamente l’operazione alla Russia, mentre la Germania aveva segnalato tentativi di intrusione ai danni di figure di primo piano in ambito politico, militare, diplomatico e giornalistico.

La tecnica documentata prevedeva che gli hacker si spacciassero per falsi chatbot di supporto tecnico (ad esempio di Signal) per indurre gli utenti a condividere i codici di verifica, ottenendo così il controllo totale dell’account e l’accesso alle chat e ai flussi di comunicazione in entrata.

Le criticità principali dell’Unione Europea

Nella presentazione, i funzionari della sicurezza informatica dell’UE hanno evidenziato che le istituzioni comunitarie hanno dovuto far fronte a otto “incidenti significativi” dall’inizio dell’anno.

Tra le criticità principali è stato sottolineato come le diverse istituzioni europee adottino ancora soluzioni di cybersecurity disomogenee, mancando di un sistema standardizzato e condiviso per lo scambio di documenti sensibili e classificati.

Le aziende proprietarie delle piattaforme di messaggistica interpellate sulla vicenda non hanno rilasciato commenti immediati.

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