Al contempo, l’Europa deve sviluppare la propria competitività e resilienza strategica in questo settore, investendo fortemente nelle persone e nelle competenze.
La sicurezza pubblica e la protezione dell’aviazione civile devono rimanere il punto fermo nella progettazione e nell’attuazione delle nuove misure di sicurezza e di contrasto ai droni (counter-drone).
Il parere, elaborato dal relatore Miroslav Hajnoš, evidenzia che l’obiettivo finale di qualsiasi iniziativa UE deve essere la tutela delle persone e del trasporto aereo, preservando l’integrità operativa del sistema europeo di gestione del traffico aereo.
Valutazione del Piano d’azione UE sui Droni
Valutando la proposta della Commissione Europea sul EU Action Plan on Drone and Counter Drone Security, il Comitato esprime pieno sostegno a un’iniziativa definita tempestiva e necessaria di fronte a un contesto geopolitico e di sicurezza in rapida evoluzione.
Il CESE appoggia in particolare gli obiettivi di:
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Rafforzare la preparazione, la capacità di rilevamento e la risposta rapida.
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Deterrenza dall’uso malevolo dei droni.
Tuttavia, il Comitato ribadisce che tutte le misure adottate dovranno essere proporzionate e conformi ai diritti fondamentali, alla privacy, alla protezione dei dati, alla certezza del diritto e alla responsabilità democratica.
Chi fa cosa: chiarezza nei ruoli e coordinamento
Come già evidenziato nella strategia sui droni 2.0, è essenziale garantire un coordinamento ottimale tra le autorità competenti. Ciò richiede una netta divisione dei ruoli tra:
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Autorità dell’aviazione civile
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Forze dell’ordine
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Attori militari
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Gestori di infrastrutture
Il CESE mette in guardia contro qualsiasi trasferimento di compiti di sicurezza o di pubblica sicurezza al personale del controllo del traffico aereo o ad altro personale operativo critico.
A tal proposito, invita l’UE a definire un quadro normativo chiaro che stabilisca le soglie di intervento e le contromisure consentite.
Un ambiente in rapida evoluzione
I droni sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana.
Trovano impiego in agricoltura, logistica, ispezioni di infrastrutture, protezione ambientale, servizi di emergenza e in molti altri settori, generando innovazione e crescita economica.
Tuttavia, possono anche essere utilizzati per scopi illeciti.
Episodi recenti hanno dimostrato che i droni possono rappresentare una minaccia concreta per infrastrutture critiche, aeroporti, reti energetiche, spazi pubblici e sicurezza nazionale.
“L’UE deve rafforzare le proprie capacità di difesa e contrasto ai droni per proteggere le infrastrutture critiche, i cittadini e la sicurezza pubblica,” ha dichiarato Miroslav Hajnoš.
“Inoltre, abbiamo bisogno di una solida base industriale europea, di lavoratori qualificati e di regole chiare per garantire che innovazione, sicurezza e resilienza strategica vadano di pari passo.”
I 5 pilastri chiave per la sicurezza e la competitività dell’UE
Il CESE ritiene che la strategia europea debba concentrarsi su cinque direttrici fondamentali:
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Sicurezza: L’Europa deve potenziare la capacità di rilevare, prevenire e reagire alle attività illecite legate ai droni, proteggendo hub di trasporto e spazi pubblici nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e della privacy.
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Sicurezza dell’aviazione: La salvaguardia dello spazio aereo europeo è la priorità assoluta. Le tecnologie counter-drone devono essere testate, certificate e integrate senza creare nuovi rischi per la navigazione aerea.
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Competitività: Il settore dei droni offre enormi opportunità economiche. L’UE deve sostenere ricercatori, ingegneri, PMI e startup innovative per aiutarli a scalare la produzione e competere a livello globale attraverso procedure di certificazione semplificate.
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Resilienza strategica: È indispensabile ridurre l’eccessiva dipendenza da tecnologie e componenti provenienti da paesi terzi, rafforzando la sovranità tecnologica e le catene di approvvigionamento europee.
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Persone e competenze: La tecnologia da sola non basta. L’Europa necessita di esperti di cybersecurity, specialisti in intelligenza artificiale, ingegneri e operatori qualificati, investendo in modo mirato nell’istruzione e nella formazione professionale.
Il futuro richiederà una stretta cooperazione tra Stati membri, istituzioni UE, industria e società civile, estendendo la collaborazione a partner chiave come la NATO e l’Ucraina, nel pieno rispetto dei valori europei.
Contesto: Il Piano d’azione UE sui Droni (Febbraio 2026)
Presentato nel febbraio 2026, il Piano d’azione della Commissione Europea affronta la dimensione della sicurezza interna civile e rafforza la cooperazione civile-militare attraverso 4 pilastri strategici:
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Prepare (Preparazione): accrescere la resilienza contro gli incidenti legati ai droni.
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Detect (Rilevamento): potenziare i sistemi di individuazione dei droni non autorizzati.
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Respond (Risposta): rafforzare la solidarietà e la cooperazione operativa tra gli Stati membri.
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Strengthen (Rafforzamento): incrementare la prontezza di difesa dell’Europa contro le minacce aeree senza pilota.






















