Nonostante il presidente Donald Trump abbia ribadito che l’esercito iraniano sia “completamente distrutto” a seguito di otto mesi di attacchi aerei americani e israeliani, Teheran continua a colpire utilizzando droni Shahed a basso costo.
Questi dispositivi hanno impedito alla Marina di rientrare nei porti amici in Medio Oriente e hanno gravemente danneggiato una base aerea americana vicino all’Iran.
Le segnalazioni di minacce con droni hanno persino costretto a evacuare tutti i bombardieri dalla base britannica di Fairford, oltre a costringere lo stesso Trump a rifugiarsi rocambolescamente in un camion catering a luglio, durante un vertice della NATO ad Ankara, in Turchia.
La nuova minaccia asimmetrica: quando i droni low-cost sfidano i giganti militari
Queste azioni sottolineano la pervasività delle nuove minacce e l’impreparazione dei funzionari statunitensi ed europei nell’affrontare questa tipologia di conflitto.
“Ciò che mi preoccupa è la crescente possibilità di un ‘terrorismo da droni’ e la capacità di gruppi semi- organizzati di colpire le nostre infrastrutture con mezzi economici, persino di uso domestico”, ha dichiarato un alto funzionario della difesa europea.
Anche i funzionari americani riconoscono limiti analoghi.
La posizione americana
Il segretario alla Difesa USA Pete Hegseth ha recentemente istituito un nuovo comando combattente focalizzato sulla guerra dei droni, ma ci vorranno anni prima che produca risultati tangibili sul campo di battaglia.
L’Iran può “applicare tutta questa pressione asimmetrica contro di noi”, una situazione impensabile fino a pochi anni fa, ha ammesso un funzionario statunitense.
Tuttavia, gli alleati europei della NATO – impossibilitati a ritirare le proprie forze in Nord America – si trovano in una posizione ancora più vulnerabile, bersagliati da incursioni di droni e tentativi di attacco legati anche alla Russia.
Basi sotto scacco: il dilemma logistico del Pentagono e l’impatto in Europa
Il Pentagono si trova ora costretto a ripensare radicalmente i propri investimenti nello sviluppo di armi anti-drone e intercettori missilistici.
Le leadership militari stanno valutando se ricostruire o meno la base in Bahrain, gravemente danneggiata da settimane di attacchi missilistici e con droni che hanno colpito il centro di comando, i terminal satellitari e i magazzini logistici.
Molti reparti sono stati costretti a trasferirsi permanentemente negli Stati Uniti.
La minaccia dei droni in Europa
La minaccia dei droni commerciali si fa sentire con forza anche in Europa: il governo tedesco ha recentemente attribuito alla Russia l’invito di un drone carico di esplosivo su una pista a Lipsia, mentre in Bulgaria due navi commerciali sono state colpite nel Mar Nero.
Se le risorse di valore strategico continuano a essere esposte a questa tipologia di minacce asimmetriche, i governi occidentali dovranno necessariamente rivedere la configurazione e la protezione delle proprie infrastrutture strategiche.






















