Software Defined Defence: perché il futuro della guerra è scritto nel codice
La superiorità militare non dipende più esclusivamente dalle prestazioni di aerei, navi, missili e sistemi d’arma.
Una componente sempre più importante è rappresentata dalla capacità di acquisire, elaborare e distribuire informazioni in tempo reale.
Al centro di questa trasformazione troviamo il software sviluppato da aziende private.
Le moderne architetture C4ISR (Command, Control, Communications, Computers, Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) integrano radar, satelliti, droni, sensori elettro-ottici e reti di comunicazione.
Attraverso processi di data fusion consentono di costruire una rappresentazione operativa condivisa, riducendo la latenza informativa e migliorando la consapevolezza situazionale.
Il mercato è dominato da differenti modelli industriali.
I protagonisti del mercato: dai big americani all’eccellenza italiana
Palantir, attraverso Gotham e Maven Smart System, sviluppa piattaforme per l’integrazione dei dati, l’intelligence e l’analisi assistita dall’intelligenza artificiale.
Nel 2024 il Dipartimento della Difesa statunitense ha assegnato alla società un contratto da 480 milioni di dollari, successivamente modificato, per Maven Smart System.
Anduril Industries, con la piattaforma Lattice, integra sensori, droni e sistemi autonomi attraverso architetture software progettate per coordinare risorse differenti.
Leonardo, con il sistema ATHENA, sviluppa capacità di Combat Management System per unità navali, integrando sensori, informazioni tattiche e sistemi d’arma, esempio concreto del valore tecnologico dell’industria italiana.
Thales e BAE Systems sviluppano software di missione, sistemi di comando e controllo e tecnologie per la guerra elettronica. Parallelamente, Microsoft, Google e Amazon Web Services forniscono infrastrutture cloud, capacità computazionali e servizi digitali utilizzabili anche da organizzazioni della difesa.
Cos’è il paradigma della Software Defined Defence?
Non tutti questi prodotti sono software militari, alcuni sono commerciali o dual use, utilizzabili in ambito civile e militare.
Il nuovo paradigma viene definito Software Defined Defence: sistemi le cui funzionalità possono evolvere attraverso aggiornamenti informatici, algoritmi e nuove applicazioni, senza richiedere necessariamente la sostituzione delle piattaforme fisiche.
Questa evoluzione introduce però una criticità strategica.
Sovranità tecnologica, dipendenze e quadri normativi
Possedere un sistema militare non significa necessariamente possederne il codice sorgente.
Licenze proprietarie, aggiornamenti, interoperabilità e manutenzione possono determinare dipendenze tecnologiche pluriennali.
Anche il quadro normativo assume crescente importanza.
Il regolamento europeo 2021/821 disciplina i controlli sui prodotti a duplice uso, mentre la legge italiana 185/1990 regola le esportazioni dei materiali d’armamento.






















