Il caso della piscina di Gardolo: quando la sicurezza calpesta la privacy
Qualcuno ha segnalato l’episodio e il Garante della protezione dei dati ha verificato delle evidenti violazioni e (giustamente) ha sanzionato il Comune (8.000 euro nei confronti di ASIS, l’azienda del Comune di Trento che gestisce gli impianti sportivi).
La decisione evidenzia chiaramente come il corretto bilanciamento tra esigenze di sicurezza e tutela dei diritti e libertà fondamentali delle persone vada affrontato con grande attenzione.
E la sanzione comminata dall’Autorità ricorda che il perseguimento di una finalità legittima non rende automaticamente lecita qualsiasi misura di controllo.
La scelta di posizionare le telecamere nell’area spogliatoi era nata come contromisura a seguito di ripetuti episodi di furti, vandalismi e intrusioni.
Quindi, l’obiettivo dell’amministrazione era in poche parole proteggere gli utenti e i beni pubblici.
Il principio di proporzionalità e le alternative alla videosorveglianza
L’Autorità Garante ha, però, ricordato nel suo provvedimento sanzionatorio che gli spogliatoi rimangono luoghi ad altissima aspettativa di riservatezza.
L’Autorità ha ritenuto che, in un contesto particolarmente sensibile come quello degli spogliatoi, la ripresa anche delle aree comuni potesse incidere in modo sproporzionato sulla riservatezza degli utenti.
In questi casi, la tutela della sicurezza dei beni (armadietti) deve essere valutata secondo il principio di proporzionalità con le esigenze di riservatezza del contesto e può essere garantita con misure meno invasive (es. lucchetti più sicuri, vigilanza interna, casseforti per oggetti di valore) prima di ricorrere a occhi elettronici in zone sensibili.
La decisione del Garante
E quanto deciso dal Garante mi sembra ineccepibile proprio perché ricorda quanto l’esigenza di sicurezza vada sempre bilanciata con i nostri diritti e libertà fondamentali.
La vera sfida, infatti, non è scegliere tra privacy e sicurezza, ma progettare misure di sicurezza compatibili con la tutela dei diritti fondamentali.
Riferimenti normativi e linee guida
Peraltro ci sono delle chiare Linee Guida dell’EDPB sui sistemi di videosorveglianza e un’intera sezione del sito della nostra Autorità Garante è dedicata proprio a questa delicata materia.
È sufficiente leggere con attenzione per adeguarsi a principi ormai consolidati.




















