Egregio Direttore Raffaele Barberio,
con riferimento all’articolo pubblicato sul vostro quotidiano online dal titolo “La fibra a processo. Anche Sielte nell’indagine”, Sielte S.p.A. rileva la presenza di alcune informazioni inesatte e di talune formulazioni che risultano idonee a fornire ai lettori una rappresentazione non corretta dell’effettiva posizione della Società nell’ambito della vicenda giudiziaria richiamata.
Ciò anche in considerazione del fatto che la pubblicazione dell’articolo è avvenuta poco dopo l’invio alla scrivente di una richiesta di chiarimenti e senza avere atteso di acquisire le risposte di Sielte.
Pertanto, nel rispetto del diritto di cronaca e dell’interesse pubblico alla notizia, riteniamo necessario precisare quanto segue.
La posizione di Roberto Costa e i rapporti con Sielte
In primo luogo, è inesatta l’affermazione secondo cui “Roberto Costa è un dirigente di Sielte“.
Il sig. Roberto Costa non è un dirigente di Sielte S.p.A. e pertanto ogni riferimento che lo qualifichi in tal senso deve essere rettificato.
Il ruolo di Domenico Lombardo e la cronologia dell’indagine
Parimenti non corrisponde al vero l’affermazione secondo cui Domenico Lombardo sarebbe uscito da Sielte “dopo il coinvolgimento nella vicenda giudiziaria“.
Il rapporto con la Società era infatti cessato nel settembre 2023 e dunque ben prima dell’avvio del procedimento richiamato nell’articolo e, conseguentemente, qualsiasi collegamento tra la cessazione del rapporto e le successive vicende processuali risulta inesatto, improprio e fuorviante.
L’articolo poi, pur dando atto che Sielte non è stata parte del giudizio e che non vi sono state contestazioni nei suoi confronti, utilizza ripetutamente espressioni quali “coinvolta nell’inchiesta“, “la fibra alla sbarra” e “ora Sielte dovrà seguire la nuova istruttoria“, che nel loro complesso inducono il lettore medio a ritenere che la Società sia stata oggetto di contestazione da parte dell’autorità giudiziaria.
Tale rappresentazione non corrisponde allo stato degli atti richiamati nel medesimo articolo, suggerendo l’esistenza di un procedimento già instaurato nei confronti della scrivente Società, mentre con il dispositivo della sentenza il Giudice ha solo disposto la trasmissione di atti alla Procura della Repubblica per eventuali ulteriori approfondimenti.
Circostanza che, sotto il profilo giuridico, non equivale né all’esistenza di indagini a carico della Società né, tantomeno, a contestazioni o imputazioni nei suoi confronti.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo la pubblicazione di una rettifica che dia atto:
- che Roberto Costa non è dirigente di Sielte;
- che Domenico Lombardo aveva cessato il proprio rapporto con Sielte ben prima dell’avvio del procedimento;
- che Sielte non è stata parte del processo, né risulta essere stata oggetto di contestazioni nell’ambito del giudizio conclusosi con la sentenza richiamata;
- che la trasmissione degli atti alla Procura costituisce una determinazione autonoma del Giudice finalizzata a consentire eventuali ulteriori valutazioni dell’Autorità giudiziaria e non implica l’esistenza di nuove indagini e men che meno di responsabilità, contestazioni o procedimenti a carico di Sielte.
Confidando in un sollecito riscontro e nell’adozione delle opportune iniziative editoriali correttive nel rispetto dei principi di completezza, continenza e correttezza dell’informazione si porgono distinti saluti.
Sielte S.p.A.
LE OSSERVAZIONI DI CYBER&CYBER
Prendiamo atto delle osservazioni di Sielte, ma ci corre l’obbligo di commentare i tre punti principali, non senza precisare che la sera della pubblicazione dell’articolo la redazione di Cyber&Cyber ha contattato il vostro responsabile di ufficio stampa, che ha richiesto una mail con i quesiti posti, assicurando che avrebbe risposto entro pochi minuti. La redazione ha atteso due ore, quindi ha superato ogni indugio e ha dato seguito alla pubblicazione.
Ed ecco le nostre osservazioni:
- È vero, Roberto Costa, non è un dirigente di Sielte, ma è il dipendente Sielte la cui posizione è stata trasmessa alla Procura per competenza “…in merito a quanto esposto in parte motiva su Costa Roberto e sui rapporti tra Sielte Spa e l’associazione mafiosa denominata “Pillera-Puntina”.
- Sielte dichiara che il dirigente Domenico Lombardo (ndr. cognato di Salvatore Turrisi, presidente di Sielte) sarebbe uscito dall’azienda prima del suo coinvolgimento nella vicenda giudiziaria che lo ha visto condannato qualche giorno fa. Scrive Sielte: “Il rapporto con la Società era infatti cessato nel settembre 2023 e dunque ben prima dell’avvio del procedimento richiamato nell’articolo”.
Ci spiace, ma dobbiamo confermare quanto da noi dichiarato. Domenico Lombardo è vero, è uscito dall’azienda a settembre 2023, ma l’indagine giudiziaria era partita nel 2020-2021, quando Domenico Lombardo era pienamente dirigente di Sielte. - È vero che formalmente Sielte non è parte del procedimento appena conclusosi ed è vero che al momento a Sielte non vengono imputate responsabilità o contestazioni, perché se mai vi fossero responsabilità e contestazioni sono state valutate come estranee ai capi di imputazione che sono stati oggetto del procedimento appena conclusosi. Ma la trasmissione degli atti alla Procura per competenza “…in merito a quanto esposto in parte motiva su Costa Roberto e sui rapporti tra Sielte Spa e l’associazione mafiosa denominata “Pillera-Puntina” indica l’emersione di elementi sul ruolo di Sielte che dovranno essere sottoposti al vaglio della Procura di Catania. E per queste ragioni abbiamo considerato come: “Ora Sielte dovrà però seguire l’istituenda nuova istruttoria per vedere quale sarà il punto di approdo”.
La trasmissione degli atti alla Procura di Catania
Auguriamo di tutto cuore a Sielte di uscire senza ombre da tali approfondimenti di indagine che saranno svolti dalla Procura, per verificare, come indicato nell’atto giudiziario, gli eventuali rapporti “… tra Sielte Spa e l’associazione mafiosa denominata “Pillera-Puntina” e per questa ragione seguiremo la vicenda, informando di ogni sviluppo la community italiana di manager, esperti ed addetti ai lavori del settore.
Raffaele Barberio, Direttore Responsabile di Cyber&Cyber






















