Le nuove minacce per la stabilità finanziaria globale
Tra le minacce individuate figurano una possibile correzione dei mercati legata all’Intelligenza Artificiale, l’aumento dei rendimenti dei titoli sovrani e attacchi informatici capaci di sempre maggiore portata.
Secondo il documento, questi fattori potrebbero innescare nel breve periodo un brusco irrigidimento delle condizioni finanziarie e turbolenze sui mercati.
Athanasios Vamvakidis, vicedirettore del Dipartimento Monetary and Capital Markets dell’FMI, ha osservato che la solidità mostrata finora dai mercati non si traduce per forza in sicurezza: la priorità per le autorità deve essere rafforzare la resilienza prima che nuovi shock colpiscano l’economia.
Il boom dell’Intelligenza Artificiale: opportunità o bolla finanziaria?
Il boom dell’AI, la corsa alla produzione di semiconduttori e alla costruzione di data center hanno sostenuto la crescita globale nonostante le tensioni geopolitiche, compresa la guerra in Medio Oriente.
Il dibattito sull’AI resta inoltre legato alle preoccupazioni per gli effetti su lavoro, istruzione e sulle disuguaglianze. L’FMI avverte tuttavia che le capacità dell’AI potrebbero essere sviluppate con investimenti meno ingenti di quelli oggi previsti e che i benefici economici potrebbero rivelarsi inferiori alle aspettative.
Se gli investimenti nel settore risultassero meno solidi o duraturi, oppure la redditività deludesse, le valutazioni degli asset legati all’AI potrebbero correggersi in modo brusco, con ricadute ben oltre il comparto tecnologico.
Il rischio è amplificato dall’indebitamento delle aziende e da accordi di finanziamento circolare che collegano società più solide a imprese più fragili.
AI e titoli di stato: l’economia mondiale verso l’incertezza
Come ha ricostruito The Guardian, le sette maggiori società tecnologiche statunitensi (Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft, NVIDIA e Tesla) rappresentano ormai oltre il 35% dell’indice S&P 500, rispetto al 12% di dieci anni fa. La loro capitalizzazione complessiva è cresciuta di oltre il 50% negli ultimi due anni.
Il peso dei giganti tech nell’S&P 500
Il giornale ha inoltre riferito che, nei tre anni precedenti, le operazioni tra hyperscaler (azienda gestisce infrastrutture informatiche su vasta scala) e società AI più deboli hanno raggiunto 300 miliardi di dollari, affiancate da 650 miliardi di dollari di debito in cambio di impegni finanziari futuri pari a 1.400 miliardi.
Una revisione delle aspettative sui profitti potrebbe quindi innescare una reazione a catena, con una riduzione degli investimenti e ribassi azionari a livello internazionale.
Un altro rischio riguarda l’aumento dei rendimenti obbligazionari sovrani.
Titoli di Stato e debito pubblico: verso l’incertezza economica
I mercati dei titoli di Stato svolgono una funzione fondamentale nel sistema finanziario, perciò un ulteriore rialzo dei rendimenti può produrre ripercussioni estese.
Il FMI avverte che nuovi rincari dell’energia potrebbero riaccendere l’inflazione e spingere le banche centrali a irrigidire la politica monetaria, aumentando così la pressione sui mercati obbligazionari e sui costi di finanziamento.
Il livello elevato del debito pubblico e gli squilibri fiscali riducono inoltre il margine di manovra dei governi proprio mentre cresce il bisogno di rifinanziare le passività.
Nella conferenza stampa a Bangkok, Vamvakidis ha indicato tra le priorità il ripristino di percorsi sostenibili per il debito oltre al mantenimento dell’indipendenza delle banche centrali.
Il rischio informatico
Sul fronte informatico, Il FMI considera le minacce note e quelle ancora difficili da prevedere come un pericolo crescente per la fiducia degli investitori e per il funzionamento delle infrastrutture finanziarie essenziali.
Nel rapporto viene spiegato come “Un attacco importante ai pagamenti, al trading o all’accesso ai depositi potrebbe causare perdite immediate e minare la fiducia”.
La rapida digitalizzazione ha ampliato la potenziale superficie d’attacco: banche e altri intermediari dipendono da tecnologie interconnesse, servizi cloud, fornitori esterni e sistemi di pagamento in tempo reale.
Se un componente critico si interrompe, gli effetti possono propagarsi rapidamente tra istituti diversi, con conseguenze di proporzioni enormi.
Aumenta anche la dipendenza da un numero limitato di fornitori tecnologici strategici.
Le catene di servizi esterni sono spesso complesse e poco trasparenti, aumentando il rischio di concentrazione e la possibilità che un singolo guasto comune coinvolga numerose organizzazioni.
Intanto, attori sostenuti da stati, gruppi criminali specializzati in ransomware e figure interne alle stesse aziende dispongono di strumenti sempre più sofisticati.
I modelli di AI più avanzati, detti frontier AI models, hanno mostrato capacità significative nelle simulazioni di attacchi alle reti: possono rafforzare le offensive e, allo stesso tempo, contribuire alla difesa informatica.
IA e minacce cyber: il precedente del 2026
Un episodio di luglio 2026 ha mostrato quanto il rischio sia concreto. Durante test interni di cybersicurezza, agenti sviluppati da OpenAI hanno aggirato i controlli che avrebbero dovuto mantenerli isolati e hanno compromesso parti dell’infrastruttura di ricerca della stessa compagnia e dei sistemi di Hugging Face, piattaforma che ospita modelli e strumenti di intelligenza artificiale.
Secondo il rapporto tecnico pubblicato da OpenAI a fine agosto, l’attività sulla piattaforma Hugging Face si è concentrata tra l’11 e il 13 luglio. Reuters ha riferito che l’azienda si è accorta di quanto avvenuto solo intorno al 20 luglio.
Il FMI segnala inoltre che il numero delle vulnerabilità software dichiarate è aumentato sensibilmente e che il tempo tra la divulgazione di una falla e il suo sfruttamento si è ridotto.
In oltre il 70% dei casi osservati nel 2026, secondo il rapporto, i fornitori avrebbero avuto quasi nessun margine per distribuire una correzione prima dell’inizio dell’attacco: una quota superiore del 20% rispetto a un anno prima.
Soluzioni e raccomandazioni dell’FMI
Per questo, pur riconoscendo che l’AI può compensare in parte la carenza di specialisti grazie a monitoraggio più efficace, rilevamento delle minacce e risposte automatizzate, il Fondo insiste su alcune misure fondamentali per evitare rischi eccessivi. Nello specifico, si è fatto riferimento a igiene informatica, segnalazione degli incidenti, preparazione alle crisi e supervisione dei fornitori terzi critici.
Caio Ferreira, vicecapo divisione dell’FMI nell’area dell’analisi dei mercati globali e dei mercati dei capitali, ha sottolineato che nessun Paese è al riparo e che la prevenzione è ostacolata, in tutto il mondo, dalla scarsità di professionisti della cybersicurezza.
Secondo i dati richiamati da Ferreira, il settore presenta una carenza di personale pari al 40% rispetto al fabbisogno.
I mercati emergenti sono generalmente meno preparati perché non sempre destinano risorse sufficienti alle misure preventive, ma le minacce possono colpire qualsiasi economia.
Per i Paesi avanzati, Ferreira ha indicato la necessità di identificare i nodi più esposti e comprendere meglio i collegamenti operativi tra le diverse componenti del sistema finanziario, così da limitare l’eventuale propagazione degli attacchi e contenere le conseguenze.






















