Nel corso della Conferenza Internazionale “Intelligenza Artificiale e Sovranità: L’alternativa è possibile”, tenutasi a Roma il 22 ottobre 2026 presso la Scuola Superiore di Polizia, è intervenuto Giuseppe Cozzolino in rappresentanza di SUSE.
Cozzolino ha focalizzato il proprio intervento sull’importanza del software open source e sull’architettura cloud-native come fondamenta indispensabili per costruire una reale autonomia digitale nel settore pubblico e privato.
I tre pilastri della sovranità digitale
Secondo l’analisi di SUSE, la sovranità digitale non si fonda unicamente sulla tecnologia, ma poggia su tre pilastri complementari e imprescindibili:
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Sovranità tecnologica: Il potere di scelta e di controllo sulle soluzioni adottate, evitando qualsiasi forma di vendor lock-in o di autarchia dogmatica attraverso l’uso di tecnologie aperte e trasparenti come Linux e Kubernetes.
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Sovranità del dato: La tutela e la gestione sicura delle informazioni, requisito centrale soprattutto nell’era dell’Intelligenza Artificiale e del rispetto delle normative vigenti (come l’AI Act).
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Sovranità operativa: La capacità concreta di gestire infrastrutture e applicazioni complesse, spesso supportati da partner tecnologici qualificati e integratori di sistema in grado di colmare il divario di competenze digitali.
Open Source e Innovazione per la Pubblica Amministrazione
Con un’esperienza trentennale nello sviluppo di soluzioni enterprise basate su Linux e container, SUSE sottolinea come la stragrande maggioranza dei progetti di intelligenza artificiale poggi oggi su ambienti Kubernetes.
L’ingresso di SUSE all’interno delle convenzioni Consip rappresenta un passo avanti cruciale per offrire alla Pubblica Amministrazione italiana la libertà di scegliere soluzioni aperte, sicure e orientate al confidential computing, coniugando l’innovazione tecnologica con la certezza del ritorno sugli investimenti.






















