Geopolitica della tecnologia: oltre la sicurezza tradizionale
L’analisi del MAECI evidenzia come i confini tra competitività tecnologica, crescita economica e sicurezza nazionale siano ormai estremamente labili.
La triplice minaccia globale — segnata dalle ambizioni russe, dalle politiche coercitive cinesi e dalla ridefinizione degli impegni di sicurezza americani in Europa — impone una riflessione profonda sul ruolo del Vecchio Continente.
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Dalle funzioni tecniche ai requisiti di sovranità: Il controllo dello spazio cibernetico e l’uso efficace dell’intelligenza artificiale non costituiscono più semplici strumenti di supporto tecnico, ma veri e propri pilastri della sovranità nazionale.
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Il rischio delle dipendenze tecnologiche: Un’esposizione prolungata a infrastrutture, cloud e software non europei (con la concentrazione di dati e servizi oltreoceano) espone il Paese a vulnerabilità strategiche equiparabili a quelle tradizionali.
Costruire l’alternativa: regole, investimenti e mercato dei capitali
Per evitare la sudditanza tecnologica e la perdita di controllo sugli standard globali, l’Europa non può sottrarsi alla competizione sui modelli di frontiera. L’alternativa è possibile a patto di agire su più fronti:
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Diplomazia attiva e alleanze: Costruire reti di cooperazione con partner internazionali like-minded e presidiare i tavoli decisionali multilaterali (G7, UE, NATO).
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Infrastrutture e investimenti: Affiancare ai solidi quadri normativi europei (come l’AI Act) un ecosistema finanziario favorevole, completando l’unione dei mercati dei capitali e mobilitando le risorse verso l’innovazione locale.
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Volontà politica: Superare i ritardi strutturali e accelerare le decisioni strategiche per fare in modo che l’innovazione sviluppata in Europa resti sul territorio, garantendo autonomia e sicurezza per il futuro del Paese.






















