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L’ombra del Black October sulla rete mondiale: l’IA e la crisi della cybersicurezza
Secondo recenti dichiarazioni di Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, probabilmente non riusciremo più a correggere tutti i bug.
Affermazione che viene letta come una resa strutturale quasi a segnare un punto di non ritorno nella sicurezza informatica globale.
Si arriva a sostenere ciò dopo che in questo mese di ottobre sono state individuate di due vulnerabilità critiche in PHP, l’infrastruttura di codice che sostiene quasi il settanta per cento dei siti web dell’intero pianeta.
Questa che è una vera e propria crisi di sistema è stata determinata in massima parte dall’impiego dell’intelligenza artificiale, per accelerare la ricerca e l’individuazione delle falle.
Una volta rese pubbliche le vulnerabilità, i sistemi di monitoraggio di Cloudflare hanno registrato un’escalation istantanea del traffico ostile, passando da poche migliaia di tentativi di intrusione a oltre un milione in pochissime ore.
L’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla caccia alle vulnerabilità
Infrastrutture pubbliche e private di Paesi quali gli Stati Uniti ed il Regno Unito si sono viste costrette a spegnere temporaneamente i propri server per applicare le patch di emergenza, dimostrando come un difetto di programmazione possa trasformarsi in minuti in un rischio sistemico globale.
Vista la delicatezza del tema, non conforta di certo il profondo isolamento del dibattito pubblico italiano.
Se la stampa internazionale, infatti, affronta la questione definendola uno spartiacque per la sicurezza del secolo, i media nazionali mantengono un silenzio quasi totale.
Verso un nuovo paradigma per la cybersicurezza
I pericolo evidenziati d’altra parte hanno già preso forma concreta nel nostro Paese, con la Camera dei Deputati e la Presidenza del Consiglio coinvolte in verifiche d’emergenza dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale a seguito di attacchi ai sistemi di posta parlamentari.
Senza paure, ed evitando di evocare paragoni impropri con le tragedie del passato, necessita un cambio di paradigma che tenga conto di come soprattutto a seguito dell’introduzione dell’l’intelligenza artificiale vada ripensata anche culturalmente la cyber security .






















