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Caso Youssef Siher: le motivazioni del GIP e la reazione della politica
I media hanno diffuso in queste ore le motivazioni con cui la Giudice per le indagini preliminari ha deciso di non convalidare il fermo del ricercatore Youssef Siher e ne ha ordinato la scarcerazione.
La decisione del magistrato si fonderebbe su passaggi tecnici molto chiari, a partire dall’assenza di gravi indizi di colpevolezza. La giudice ha infatti distinto la critica e il linguaggio politico, anche aspro, dalla vera e propria istigazione a delinquere, sottolineando come le iniziative dell’indagato rientrassero nella disobbedienza civile e come i testi più problematici non fossero mai stati pubblicati online.
Inoltre è caduta l’aggravante dell’eversione ed è stata esclusa qualsiasi esigenza cautelare, considerato il profondo radicamento sociale e familiare dell’uomo, che vive e lavora in Italia con la sua famiglia.
Pochi minuti dopo la notizia, importanti esponenti di Governo, compresa la Premier, insieme a diversi media e a moltissimi privati cittadini, hanno parlato apertamente di provvedimento vergognoso.
Le riflessioni di un avvocato penalista sulle garanzie processuali
Da avvocato penalista mi sento di fare alcune considerazioni molto semplici.
In primo luogo io conosco solo quello che riportano i giornali e per questo non posso definire scandalosa né l’indagine né la decisione del giudice.
Se questi signori hanno letto carte diverse da quelle di cui disponiamo noi, allora le rendano pubbliche.
Il ruolo di controllo del GIP nel processo penale
In secondo luogo si urla allo scandalo perché il giudice non ha confermato il fermo, dimostrando di non sapere che la funzione del giudice per le indagini preliminari è proprio quella di verificare la tenuta della tesi dell’accusa.
È proprio grazie a questo meccanismo di controllo che molto spesso si evitano dolorosi errori giudiziari.
La cultura giuridica ridotta a tifo da stadio
La terza riflessione riguarda la cultura giuridica del Paese.
Se in passato determinate riforme della giustizia, anche attraverso i referendum, non sono passate pur essendo in parte giuste, è proprio a causa dell’ignoranza diffusa verso un meccanismo complesso come quello del processo penale, che viene costantemente ridotto a tifo da stadio.
La tutela dell’indipendenza del Giudice
In ultimo mi chiedo come possa un giudice mantenere la serenità necessaria per emettere un provvedimento quando sa già che applicare la legge e la Costituzione lo porterà ad essere esposto al pubblico ludibrio.
Lo dico da avvocato e non da magistrato, perché difendere le garanzie del processo significa difendere la libertà di tutti noi.






















