“IA: il rischio di un distacco europeo rispetto ad americani e cinesi” è quanto rileva LeMonde in questo articolo che evidenzia come “le condizioni per una sovranità europea a lungo termine nell’intelligenza artificiale non sono attualmente soddisfatte” e come dichiarano alcuni imprenditori del settore “«Se non garantiremo soluzioni di IA sovrane, a basso costo, a basse emissioni di carbonio e sicure, ci limiteremo ad acquistarle dagli americani»”
Nel tastare il polso al settore, scrive Le Monde “il tono generale è allineato alla recente e discussa audizione parlamentare del cofondatore di Mistral AI, Arthur Mensch. Il 12 maggio, davanti alla commissione d’inchiesta sulle dipendenze strutturali e le vulnerabilità sistemiche nel settore digitale, il manager ha unito inviti all’azione a un messaggio fortemente allarmista […] evocando lo spettro di un’UE ridotta a «Stato vassallo» […] nel 2026, i colossi digitali americani come Google, Meta, Amazon, Microsoft o OpenAI prevedono investimenti complessivi per 750 miliardi di dollari (circa 647 miliardi di euro), principalmente nell’IA e nei data center, mentre l’investimento nel “cloud sovrano” è stimato dalla società di consulenza Gartner a 13 miliardi di euro in Europa, dove gli americani controllano l’80% del mercato dei data center. La start-up americana Anthropic ha raccolto 60 miliardi di dollari da febbraio, una cifra venti volte superiore rispetto a quella raccolta da Mistral AI dalla sua creazione nel 2023 […] le due start-up americane sono valutate circa 900 miliardi di dollari ciascuna – a fronte dei 13,5 miliardi di dollari della francese Mistral AI – e prevedono entrambe uno sbarco in Borsa stratosferico”.
Inoltre, prosegue l’articolo “non ci sono attori europei tra i chatbot per il grande pubblico, dominati da ChatGPT (OpenAI), Gemini (Google) o Meta AI. E la Cina, assente dallo scenario dell’IA generativa fino a diciotto mesi fa, ha da allora lanciato modelli performanti che già nel 2025 rappresentavano la metà dell’utilizzo delle IA open source (accessibili gratuitamente) e il 13% dell’utilizzo complessivo di tutte le IA”.
Una distanza resa ancor più vasta, come viene evidenziato “se si considera la dimensione strategica assunta dall’IA negli ultimi mesi: quando Anthropic ha organizzato un lancio limitato del modello Mythos, capace di rilevare numerose falle informatiche, le aziende e le autorità europee non vi hanno avuto accesso. Le guerre in Ucraina e in Iran hanno inoltre illustrato il ruolo chiave di software come quelli di Anthropic o di Palantir – con quest’ultima che equipaggia anche la Direzione generale della sicurezza interna (DGSI) francese o la NATO, anche se l’Europa vanta alcune start-up di IA militare come Helsing“.
Nel corso dell’audizione Mensch ha sottolineato come “«In Europa abbiamo un mercato frammentato», lamentando l’assenza di un’armonizzazione delle politiche fiscali e del diritto del lavoro, o l’unificazione del mercato dei capitali tra i Ventisette. Ha inoltre criticato «tutta una stratificazione di regolamentazioni», tra cui i regolamenti europei sull’IA o sui dati personali – mentre altri chiedono al contrario di rafforzare questi testi, in particolare sul diritto d’autore […] inoltre, Mensch ritiene che sia necessario «pensare all’IA come si pensa all’energia». Dal canto suo, Mistral AI prevede di creare data center da 1 gigawatt entro il 2029. La Francia e gli europei non devono limitarsi a fornire l’elettricità, che rappresenta solo il 10% della catena del valore dell’IA, hanno sostenuto i promotori del consorzio Aion, chiedendo di blindare la potenza di calcolo per gli europei per evitare di restarne sprovvisti in futuro […] per essere «più aggressivi», Mistral AI e molti altri attori del mondo tech chiedono una «preferenza europea» negli appalti pubblici per l’IA e il digitale, che garantirebbe loro una domanda prevedibile consentendo al contempo di finanziare gli investimenti. Parigi e Berlino hanno annunciato di voler dotare le amministrazioni di strumenti Mistral e la Commissione Europea ha assegnato nel 2025 un appalto pubblico da 180 milioni di euro alla francese Scaleway (controllata di Iliad) .
Conclude Le Monde “l’indipendenza al 100% è fuori portata, ma «bisogna sempre pensare alla sovranità come a un percorso», ha chiosato Mensch durante la sua audizione.”
Giulio Terzi di Sant’Agata (Fratelli d’Italia)
“IA e il rischio di un distacco europeo da americani e cinesi”
