“Regolamentazione dell’IA: Donald Trump raggiunge un compromesso per soddisfare sia la sua base MAGA sia le aziende tech. Approvato un decreto che concede trenta giorni allo Stato federale per valutare i nuovi modelli di intelligenza artificiale prima della loro immissione sul mercato“ è quanto rileva #LeMonde ossevando come il Presidente statunitense abbia ceduto “alle pressioni dei suoi sostenitori, che chiedevano una regolamentazione del settore” e lo scorso 2 giugno “ha pubblicato in sordina un testo di compromesso: i modelli di IA più avanzati saranno sottoposti a esame per un periodo di trenta giorni, una tempistica nettamente inferiore ai novanta giorni ipotizzati nella versione precedente.” Dal suo ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump, scrive Le Monde “si era opposto a qualsiasi regolamentazione dell’IA e aveva adottato misure per impedire l’introduzione di vincoli a livello statale. Tuttavia, la release di inizio aprile da parte di #Anthropic – azienda leader del settore – di un nuovo modello denominato Mythos ha cambiato le carte in tavola. Il modello si è rivelato un’arma potenzialmente temibile qualora cadesse nelle mani di hacker e potenze ostili, poiché in grado di rilevare le falle più introvabili nei software di tutto il pianeta. Anthropic ha quindi lanciato l’allarme tra i big del tech americano […] l’amministrazione Trump ha preso la questione molto sul serio […] il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha convocato i banchieri americani per blindare Wall Street, mentre il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha preso in mano il dossier sul fronte della sicurezza nazionale”. Un provvedimento, quello del Presidente Trump “accolto positivamente dai colossi tecnologici. «Questo decreto rappresenta un passo importante per far progredire l’innovazione e, al contempo, tutelare la sicurezza dei cittadini americani», ha dichiarato martedì il presidente di Microsoft, Brad Smith. «Poiché le capacità dell’IA continuano a evolversi, riteniamo che si debba proseguire nello sviluppo di quadri di sicurezza efficaci», ha fatto eco Chris Lehane, responsabile degli affari globali di OpenAI. «Il passaggio da novanta a trenta giorni cambia radicalmente le cose, perché consente ai nostri laboratori di IA di conformarsi alle linee guida volontarie senza rallentare il rilascio dei nuovi modelli», ha commentato su X David Sacks. I giganti del tech sono riusciti a contenere un’offensiva di vasta portata”. Sul fronte MAGA, si legge, “l’ex consigliere Steve Bannon si è posto alla guida della ‘crociata’, esigendo un controllo preventivo obbligatorio dei modelli. «Sappiamo di non poterci fidare della capacità di autoregolamentazione di queste aziende», scriveva”. In base al nuovo decreto, inoltre, “il Segretario al Tesoro è incaricato di istituire un «centro di scambio di informazioni sulla cybersicurezza dell’IA», con il compito di analizzare le vulnerabilità di sicurezza rilevate dai modelli. «Le capacità avanzate dell’IA rafforzano la nostra nazione, ma sollevano anche nuove considerazioni in materia di sicurezza nazionale che richiedono un’azione coordinata (…) dell’esecutivo», specifica Donald Trump nel provvedimento. Una decisione giunge in un momento in cui l’IA sta diventando un tema politico sempre più centrale […] e si inserisce in un contesto di crescente diffidenza da parte dei cittadini americani: secondo un sondaggio della Quinnipiac University di Hamden (Connecticut), pubblicato il 30 marzo, il 55% degli americani ritiene che l’IA farà più male che bene nella vita quotidiana, a fronte di un 34% di parere contrario”.
Giulio Terzi di Sant’Agata (Fratelli d’Italia)
“Regolamentazione dell’IA: Donald Trump raggiunge un compromesso per soddisfare sia la sua base MAGA sia le aziende tech.
