Operazione Saffron: Smantellata la Piattaforma First VPN

Sommario

L’operazione Saffron contro First VPN: cosa è successo?

Una coalizione di forze dell’ordine europee, in un intervento congiunto eseguito brillantemente, ha smantellato una piattaforma VPN, chiamata First VPN, che secondo gli investigatori avrebbe fatto da scudo digitale per gruppi di ransomware e cybercriminali.

Più nello specifico, l’operazione ha coinvolto in modo diretto enti come Europol ed Eurojust, che sono intervenute in un contesto ben distante dai servizi generalmente accessibili ai comuni utenti.

Le VPN commerciali sono di solito adottate per proteggere la privacy su reti Wi-Fi pubbliche, per accedere a contenuti bloccati in determinate aree geografiche e altri utilizzi innocui. L’utilità di questi strumenti è tale che, al giorno d’oggi, una vasta fetta di utenza li sfrutta nella navigazione quotidiana, in un contesto del tutto legale.

First VPN, secondo quanto sostenuto da fonti come il sito TechRadar, andava invece a promettere in modo esplicito un ambiente sicuro per compiere attività illecite online.

L’importanza del blitz per la sicurezza degli utenti comuni

Secondo quanto fatto trapelare da Eurojust, il servizio dichiarava di non conservare log, di eludere qualsiasi giurisdizione globale e di non collaborare mai con le autorità. Queste promesse sono crollate tra il 19 e il 20 maggio, quando ha preso il via l’operazione Saffron.

Questa ha coinvolto le forze dell’ordine di 7 paesi, portando al sequestro di ben 33 server., oltre alla disattivazione dei principali domini web della piattaforma (e dei relativi siti onion). La polizia, oltre ai suddetti interventi, ha eseguito una perquisizione domiciliare nei confronti di un sospettato chiave che, a quanto pare, risiede in Ucraina. Stando a quanto riferito da TechRadar, una portavoce ha spiegato che Europol ed Eurojust non hanno potuto fornire ulteriori dettagli perché le indagini sono ancora in corso.

Per gli utenti comuni, la chiusura di questo provider clandestino rappresenta un risultato importante. I criminali informatici sfruttavano First VPN per nascondere la propria posizione reale mentre lanciavano attacchi ransomware, rubavano dati e organizzavano frodi su larga scala.

Il servizio era stato promosso con una certa insistenza nei forum di cybercrime in lingua russa, diventando uno strumento abituale per i criminali informatici. A dimostrare l’importanza di First VPN nel contesto del cybercrimine, vi è quanto affermato da Europol: infatti secondo l’ente, il nome della piattaforma era ricorrente nel contesto delle indagini svolte negli ultimi anni. Questo dettaglio mostra quanto fosse radicata l’infrastruttura nella filiera criminale e quanto fosse difficile da estirpare senza un’adeguata cooperazione internazionale.

Un intervento su vasta scala per contrastare la piattaforma

A testimonianza di quanto l’operazione Saffron sia strutturata vi sono alcuni dati interessanti. La stessa è iniziata a dicembre 2021, con un Joint Investigation Team istituito nel 2023, che ha visto anche il coinvolgimento del già citato Eurojust nelle indagini.

Tra gli altri enti che si sono uniti per smantellare il servizio figurano l’Ufficio della Procura di Parigi, la Dutch National High Tech Crime Unit e la National Crime Agency del Regno Unito.

L’infiltrazione multinazionale, condotta in modo discreto, ha permesso agli investigatori di ottenere il database utenti della piattaforma, fino a quel momento protetto in modo rigoroso. Di conseguenza, gli utilizzatori del servizio criminale sono gradualmente emersi e sono poi stati contattati dalla polizia.

Edvardas Šileris, a capo dell’European Cybercrime Centre di Europol, ha dichiarato che per anni i cybercriminali hanno considerato questa VPN una porta d’accesso all’anonimato, ma l’operazione ha dimostrato il contrario.

A livello pratico, la riuscita dell’operazione Saffron avrà risvolti molto concreti. Con l’infrastruttura ormai distrutta e il presunto amministratore sotto interrogatorio, le autorità di più giurisdizioni stanno analizzando una grande quantità di dati di traffico sequestrati. In tal senso, un supporto decisivo è arrivato anche dalla società di cybersecurity Bitdefender, che ha aiutato nelle analisi tecniche dei dati ottenuti.

In termini di quantità di informazioni, si parla di un “bottino” notevole. Europol ha confermato come siano stati individuati 506 utenti sparsi in tutto il mondo coinvolti nell’utilizzo di First VPN che, a vario titolo, sono ora implicati in 21 diverse indagini nel contesto del cybercrimine.

Michael Jepson, responsabile del penetration testing presso la società di consulenza CybaVerse, ha spiegato a TechRadar che queste informazioni alimenteranno ulteriori indagini sulle attività svolte tramite la piattaforma e aiuteranno a individuare tutte le ramificazioni di quella che si è rivelata un’ampia infrastruttura illecita.

Articoli Correlati

Ultime News

Pillole Cyber

I raid ucraini contro i data center di Yandex

L’attacco con droni dei data center di Yandex nelle regioni di Kaluga, Sasovo e Vladimir mostrano in modo evidente come la dimensione cinetica e quella cibernetica si fondino direttamente. Il colosso tecnologico, noto come…

Global

Il robot non ha bisogno della rete. Il sistema sì.

Robotica militare: quando la connettività diventa il vero campo di battaglia Il drone a fibra è l'esempio più netto di un robot reso indipendente dal proprio collegamento radio. Eppure, negli stessi anni, lo sforzo…

Diritto&Bit

È davvero utile registrare un marchio sonoro per tutelarsi dai deepfake?

  La scelta è giuridicamente legittima e sarà interessante verificare se il deposito supererà l'esame dell'ufficio competente. Ma il punto, in realtà, non è questo. È un altro. A cosa serve davvero? La nostra…

Underwater

Un siluro Mk 48 lanciato da un drone: il test storico di AUKUS

AUKUS: il sottomarino autonomo britannico XV Excalibur lancia un siluro americano Mk 48 Negli scorsi giorni, diversi siti che si occupano di tecnologia hanno riportato l’attenzione sul test condotto al British Underwater Test &…

SOVRANITA' DIGITALE UE
Global

Sovranità Digitale Europa: Cloud USA, Techflation e Costi Nascosti

I costi per i soli servizi cloud e software acquistati in Europa da fornitori americani sono pari al costo della bolletta energetica del continente La società di consulenza francese Asterès, su incarico del Cigref…

Cyberwar

ransomware-low-cost
Cyberwar

Ransomware low cost: un attacco con l’AI costa meno di 4 dollari

La testata giornalistica, specializzata in cybersecurity, ha portato alla luce una complessa infrastruttura criminale, quasi totalmente automatizzata grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Questa, a quanto pare, è gestita da un affiliato di The Gentlemen, ovvero…

MARINA COREA DEL SUD IA
Cyberwar

La Marina sudcoreana conduce il primo test di sminamento con l’IA

Il test congiunto con Hanwha Systems a Busan L'esercitazione, guidata congiuntamente dall'azienda della difesa sudcoreana Hanwha Systems, si è svolta presso una base navale nella città portuale sudorientale di Busan. L'operazione ha coinvolto il…

Droni-guerra
Cyberwar

Il Futuro della guerra: perché i droni non vinceranno i conflitti da soli

Nel contesto bellico odierno, oltre all’intelligenza artificiale, uno dei fattori più determinanti sembrano essere i droni. Se molti, più o meno esperti, vedono in questa tecnologia il futuro della guerra, esiste chi va controcorrente,…

Spazio

Spazio

Da Star Trek alla guerra nello spazio: cyberattacchi, aziende private e nuove frontiere del diritto internazionale

Il cyber armamento dello spazio: quando la sicurezza orbitale incontra la cybersecurity Le moderne infrastrutture spaziali dipendono da reti di comunicazione, software, centri di controllo, servizi cloud e catene di fornitura digitali. In questo…

CYBERSPAZIO
Spazio

Spazio e cyberspazio: il nuovo fronte della sicurezza nazionale italiana

Spazio e cyberspazio: un ecosistema strategico interdipendente Quando un satellite viene disturbato, compromesso o reso indisponibile, gli effetti non restano in orbita. Possono incidere sulle comunicazioni, sulla navigazione satellitare, sul coordinamento militare e su…

RAPIDUS MOON SEMICONDUCTOR
Spazio

Dalla Luna a TSMC: i piani ambiziosi di Rapidus per il futuro dei semiconduttori

Lo stabilimento per la costruzione di chip sulla Luna Intervenendo a Washington durante una conferenza organizzata dal think tank statunitense Hudson Institute, Koike ha presentato il progetto lunare definendolo un piano serio e concreto.…

Cavi Sottomarini

Underwater

Un siluro Mk 48 lanciato da un drone: il test storico di AUKUS

AUKUS: il sottomarino autonomo britannico XV Excalibur lancia un siluro americano Mk 48 Negli scorsi giorni, diversi siti che si occupano di tecnologia hanno riportato l’attenzione sul test condotto al British Underwater Test &…

Robot-subacquei
Underwater

Russia prepara 1.000 robot subacquei per ispezioni e riparazioni navali

Il progetto nasce soprattutto dall’esigenza di ridurre i tempi necessari per intervenire sulle infrastrutture offshore dopo un incidente. L’unità ingegneristica di USC afferma che la mobilitazione di una nave convenzionale può richiedere da 4…

China-Pesce-Robot
Underwater

La Cina potrebbe usare pesci robot per operazioni militare segrete

Il BG-5V, infatti, è un vero e proprio robot subacqueo biomimetico sviluppato da Boyagongdao Marine Technology Group. Questo è pensato per muoversi in autonomia e svolgere attività di sorveglianza. Come riportato da TechRadar in…