“Negli ultimi anni il settore dei droni e dei sistemi autonomi è passato da ambito specialistico a componente strutturale degli equilibri geopolitici, industriali e di sicurezza internazionale.
I conflitti in corso stanno mostrando con estrema chiarezza come UAV, sistemi unmanned, AI, sensoristica avanzata, cybersecurity e capacità ISR (Intelligence, Surveillance & Reconnaissance) non siano più tecnologie “abilitanti”, ma asset strategici centrali per la sovranità tecnologica dei Paesi.
La dimensione dual-use è ormai evidente:
– sicurezza delle infrastrutture critiche,
– monitoraggio territoriale,
– protezione civile,
– maritime awareness,
– logistica avanzata,
– resilienza energetica,
– difesa e deterrenza.
In questo contesto, l’Italia ha l’opportunità — e la responsabilità — di rafforzare una filiera nazionale capace di integrare:
università, ricerca, startup, PMI innovative, grandi gruppi industriali e istituzioni.
Per questo considero particolarmente importante il lavoro del Polo Nazionale Droni, che punta a creare un ecosistema italiano dedicato ai sistemi unmanned, alla robotica avanzata, alla cybersecurity e alle tecnologie emergenti.
Essere parte del Comitato Tecnico Scientifico rappresenta per me un’occasione concreta per contribuire a una visione industriale e strategica che metta al centro:
– innovazione,
– competenze,
– interoperabilità,
– sicurezza,
– sviluppo tecnologico nazionale.
La sfida non riguarda soltanto i droni.
Riguarda la capacità del nostro Paese di costruire autonomia tecnologica, resilienza industriale e competitività in uno scenario globale sempre più complesso.
Il futuro della sicurezza e dell’innovazione passerà sempre di più dalla convergenza tra AI, sistemi autonomi, spazio, cyber e infrastrutture digitali.
Ed è una sfida che va affrontata adesso.”
