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Ultimo capitolo di una strategia di destabilizzazione sistemica è rappresentato dall’ondata di allarmi bomba che ha interessato almeno diciotto voli nello spazio aereo europeo, coinvolgendo scali strategici come Milano Malpensa e Roma Fiumicino con l’intervento dei caccia di intercettazione.
Dai cieli alla catena del freddo: la paralisi delle infrastrutture critiche
Se è vero che gli allarmi si sono rivelati finora infondati, è innegabile che l’impatto logistico, il dispiegamento delle forze di sicurezza e il clima di allerta generale riflettono un’azione orchestrata per testare la capacità di risposta dei singoli Paesi e dell’Unione Europea.
Viene subito in mente, e quindi aumenta la preoccupazione, quanto accaduto alla catena del freddo della grande distribuzione in diversi Stati membri, dove attacchi informatici mirati alle centraline frigorifere hanno paralizzato la distribuzione alimentare.
Ciò che emerge è che la matrice dell’offesa non punta più soltanto alla distruzione fisica immediata, ma alla paralisi progressiva delle routine quotidiane e delle infrastrutture essenziali attraverso azioni simultanee, capillari e difficili da attribuire.
Cos’è la guerra ibrida e perché minaccia la stabilità democratica
Questa capacità di colpire punti di vulnerabilità differenti per generare incertezza, saturare i presidi di difesa e provocare ingenti danni economici senza mai varcare apertamente il confine di un conflitto tradizionale, è ciò in cui consiste la c.d. guerra ibrida.
Ecco perché garantire la protezione dei sistemi di trasporto, delle reti industriali connesse e il coordinamento delle forze d’intelligence dell’Unione Europea è ormai la prima linea di difesa per la salvaguardia dell’ordine pubblico e della stabilità democratica.






















