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L’Attacco ai Sistemi d’Allerta in Ucraina
In Ucraina, l’applicazione ufficiale per le allerte aeree — scaricata oltre 46 milioni di volte dall’inizio del conflitto nel 2022 — è stata compromessa da “persone non autorizzate” che sono interferite con la piattaforma, costringendo i gestori a disattivarla temporaneamente.
L’app ha diramato false notifiche, tra cui:
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Un falso allarme nucleare a livello nazionale, che sosteneva il lancio di un missile balistico a medio raggio Oreshnik.
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Segnalazioni infondate di minacce chimiche e radioattive su Kiev.
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Falsi messaggi relativi a presunti scontri a fuoco per le strade della capitale, con l’invito a non uscire di casa.
L’Aeronautica militare ucraina ha confermato la compromissione dell’app, mentre l’organizzazione governativa Spravdi ha apertamente attribuito la responsabilità dell’hacking alla Russia.
Le autorità hanno ricordato che le sirene antiaeree tradizionali e gli altri canali di emergenza istituzionali hanno continuato a funzionare regolarmente.
La Risposta Russa e il Contraccolpo Cyber
A poche ore di distanza dai fatti ucraini, il Il Ministero per la protezione civile, le situazioni di emergenza e l’eliminazione delle conseguenze dei disastri naturali ha confermato che la propria applicazione mobile è stata bersaglio di un cyberattacco su vasta scala, che ha diffuso informazioni falsificate al pubblico.
Secondo quanto riportato dai media russi e documentato dagli screenshots dei residenti, l’attacco ha generato:
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Avvisi fraudolenti circa il presunto lancio di “testate nucleari” tramite droni ucraini.
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Richieste d’emergenza rivolte a tutte le regioni della federazione, invitando i cittadini a fare scorte di generi alimentari e a rifugiarsi nei sotterranei.
La Vulnerabilità delle Infrastrutture di Notifica
Questo doppio incidente evidenzia una vulnerabilità critica nella gestione della cybersecurity delle infrastrutture di pubblica utilità e di crisis management.
L’utilizzo di app mobili come canale primario di allertamento per milioni di persone rappresenta un vettore d’attacco ad alto impatto psicologico, ideale per operazioni di guerra ibrida e disinformazione di massa.





















