Oltre 560.000 dollari di crowdfunding per Hamas si fermano a un server di Londra

Sommario

Il 1° settembre 2026 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato il sequestro di oltre 560.000 dollari in criptovalute e di infrastrutture web usate da Hamas per sollecitare e ricevere donazioni.

L’annuncio è la somma di cinque distinte operazioni tra marzo 2025 e agosto 2026: tre mandati emessi da un giudice su stablecoin (USDT) e due sequestri di domini e server.

La pista è partita dai wallet di “gas”, gli indirizzi con cui si pagano le commissioni di transazione: un solo indirizzo che finanziava le fee di wallet diversi è diventato il primo filo conduttore della rete.

Hamas conduceva il fundraising in stablecoin e, dopo i primi sequestri, ha iniziato a usare ponti tra catene per rendere più difficile il tracciamento dei flussi.

L’ultimo passo è avvenuto su suolo europeo: il server che ospitava uno dei siti ufficiali era presso un provider di Londra ed è stato sequestrato dal FBI.

Una sequenza che pone all’Europa domande concrete sugli strumenti di risposta.

La macchina del fundraising

Gli affidavit depositati nell’inchiesta fotografano una rete di raccolta fondi essenziale ma curata.

L’ala militare di Hamas, le brigate Al Qassam, pubblicava le istruzioni per donare sui propri siti ufficiali: alqassam.net, alqassam.ps e qassam.ps, inoltre indicava un indirizzo dedicato: fund@alqassam.ps, a cui scrivere per ricevere i wallet da usare.

Gli atti descrivono un’indagine partita nei primi mesi del 2025, quando due fonti della FBI, identificate negli documenti come CHS-1 e CHS-2, hanno contattato quell’indirizzo per chiedere come donare.

Le risposte hanno consegnato ciò che è la prima debolezza di tutta la rete: gli indirizzi di donazione.

Non erano fissi: gli atti parlano di indirizzi in rotazione, una tecnica che frammenta i flussi e rende più difficile collegare donazioni diverse tra loro.

I siti pubblicizzavano inizialmente donazioni in Bitcoin, esplicitamente presentate come intracciabili, per poi passare alle stablecoin: USDT sulla rete Tron.

La scelta è documentata: una valuta largamente usata, denominata in dollari e più facile da convogliare nel sistema finanziario tradizionale. Ed è, al tempo stesso, interamente leggibile on-chain.

La pista: un wallet di gas, un OTC libanese e 1,57 milioni di USDT

Il primo aggancio concreto, secondo gli inquirenti, è stato il wallet di gas.

Ogni trasferimento sulla rete Tron richiede il token nativo, TRX, per pagare la commissione; più indirizzi controllati dalle brigate Al Qassam usavano lo stesso indirizzo per finanziare le fee.

Un dettaglio invisibile a chi non possiede strumenti di analisi blockchain bastava ad associare wallet che altrimenti apparivano scollegati tra loro.

Da lì la FBI ha ricostruito il cuore della rete: un wallet operativo che, tra febbraio e fine marzo 2025, ha ricevuto 155.448 USDT dagli indirizzi di donazione.

Di quell’importo, 42.800 USDT sono transitati in sette operazioni verso un indirizzo che gli atti identificano come OTC-1, un exchange di valute locale, un broker OTC libanese, secondo la descrizione degli investigatori, usato per oscurare i flussi e scambiare la criptovaluta in valuta fiat.

La rete non si fermava agli indirizzi pubblicati sui siti.

La seconda fonte della FBI ha raccolto altri sette indirizzi di donazione, dai quali in due settimane sono transitati circa 45.948 USDT.

E nei flussi complessivi spunta un indirizzo che, tra il 28 ottobre 2024 e il 21 marzo 2025, ha ricevuto in totale 1.574.719 USDT: un numero che fa comprendere la scala dei flussi che attraversavano l’infrastruttura a supporto delle brigate, ben oltre ciò che i sequestri hanno infine raggiunto.

Il congelamento precede il sequestro

Un passaggio che va chiarito è la distinzione tra congelamento e sequestro.

Tether — la società che controlla i smart contract di USDT, ha sede in El Salvador e può rendere indisponibili gli indirizzi su richiesta delle autorità — ha congelato il wallet operativo già il 12 marzo 2025, cioè prima di qualsiasi mandato.

Il sequestro successivo, del 25 marzo 2025, nel primo caso da 201.400 dollari, ha dato forma giudiziaria a un movimento avvenuto già a livello di compliance dell’emittente.

Il meccanismo, in scala maggiore, è tornato nel mandato del 10 ottobre 2025 (caso 25-sz-42, convalidato dal giudice Moxila Upadhyaya): a Tether è stato ordinato di “bruciare” gli USDT presenti in quattro indirizzi sequestrati e di riemettere in circolazione l’equivalente su un indirizzo controllato dalle autorità americane; a Binance, di svuotare due account, con saldi di circa 27.237 e 23.795 USDT, trasferendoli a wallet della FBI.

I gestori dei due account sono descritti negli atti come mule: utenti che ricevevano ingenti importi e li muovevano per profitto, su volume transazionale tale da far ritenere il riciclaggio attività organizzata.

Qui compare l’adattamento di Hamas.

Dopo i primi sequestri, il gruppo ha iniziato a usare ponti tra catene: gli USDT degli indirizzi di donazione venivano consolidati in un cluster di tredici indirizzi, ciascuno con importi tra i 5.000 e i 25.000 USDT, poi spostati da Tron alla rete Binance e in parte riportati su Tron.

Lo scopo, secondo gli atti, era oscurare il ruolo dei wallet di gas e spezzare il collegamento diretto tra donazioni e wallet operativo.

Tre mandati, tre atti: marzo 2025 (201.400 dollari), giugno 2025, ottobre 2025.

Nel complesso: oltre 560.000 dollari in criptovalute.

L’infrastruttura: il server di Londra

L’indagine non si è fermata al denaro. Nel luglio e nell’agosto 2026, le autorità americane hanno sequestrato, in due distinte operazioni, l’infrastruttura usata per il fundraising: domini, server di hosting,  incluso quello che ospitava alqassam.ps, identificato come una macchina presso il provider londinese DataCamp Limited.

Il take-down dei siti ha prodotto un effetto che va oltre l’aspetto tecnico: con alqassam.ps offline, la FBI ha potuto monitorare le donazioni in corso e, secondo quanto riferito dal Dipartimento di Giustizia, ha recuperato dati su migliaia di individui che avevano tentato di donare.

Chi siano, dove si trovino e se gli uffici di riferimento siano stati attivati non risulta dagli atti resi pubblici.

Due dettagli chiudono il quadro.

Il provider internet dei siti, secondo i documenti è Amnpardaz Soft Corporation.

E il sequestro è avvenuto ex 18 U.S.C. §981, la norma sul sequestro civile, su infrastrutture materialmente situate in Europa: la FBI ha preso il controllo di una macchina in un data center nella City di Londra.

Cosa può imparare l’Europa

L’annuncio arriva mentre l’Unione europea sta completando la propria cornice sulle stablecoin: MiCA è in vigore dal 2024, con le regole per gli emittenti regolamentati (valute elettroniche tokenizzate e asset-reference token) pienamente applicabili dal luglio 2026, e il regolamento AMLR  ,che porterà anche l’autorità europea antiriciclaggio, diventerà pienamente operativo nel 2027.

Il caso di Hamas, senza bisogno di allarmismi, pone a quella cornice tre domande concrete.

La prima riguarda il congelamento

Tether e Binance hanno congelato e consegnato asset su richiesta delle autorità americane, in parte prima ancora dei mandati, sulla base dei propri processi di compliance e dei termini di servizio che danno all’emittente il potere di rendere indisponibili gli indirizzi.

Nell’Unione non esiste un meccanismo coordinato equivalente a livello sovranazionale: la capacità di ottenere un freeze di indirizzi di stablecoin dipende dal rapporto tra ciascuno Stato e l’emittente e dai canali di cooperazione che operano caso per caso.

La seconda riguarda il server

Il sequestro della macchina di Londra dimostra che, quando l’infrastruttura è all’estero, ciò che funziona è la combinazione tra una base giuridica (il sequestro civile) e la cooperazione bilaterale con il Paese ospitante.

L’Europa, che è host per una quota larga del web mondiale, non dispone di uno strumento standard e pre-negozionato per rispondere in modo analogo quando l’indagine è transnazionale.

La terza riguarda i dati

Le migliaia di individui che hanno tentato di donare sono, dall’altra parte della storia, potenziali piste per le indagini sul reclutamento e sul finanziamento. Non è negli atti sapere dove si trovassero; quello che è certo è che, se molti di loro erano in Europa, il lavoro spetterà alle polizie europee, con gli strumenti che hanno.

Il caso resta, in fondo, meno sul denaro che sulla catena che il DOJ ha ricostruito e documentato negli atti: indirizzi in rotazione, wallet di gas, OTC per lo scambio in fiat, stablecoin, ponti tra catene, e infine i server.

Per un’Unione che si sta dotando di architettura di supervisione e di contrasto, la lettura è semplice: ognuna di quelle articolazioni esiste in Europa, e per ciascuna esistono ancora strumenti caso per caso, non pre-accordati.

Articoli Correlati

Ultime News

Underwater

Un siluro Mk 48 lanciato da un drone: il test storico di AUKUS

AUKUS: il sottomarino autonomo britannico XV Excalibur lancia un siluro americano Mk 48 Negli scorsi giorni, diversi siti che si occupano di tecnologia hanno riportato l’attenzione sul test condotto al British Underwater Test &…

SOVRANITA' DIGITALE UE
Global

Sovranità Digitale Europa: Cloud USA, Techflation e Costi Nascosti

I costi per i soli servizi cloud e software acquistati in Europa da fornitori americani sono pari al costo della bolletta energetica del continente La società di consulenza francese Asterès, su incarico del Cigref…

Europa

Il rischio nell’AI Act: la prima cosa da capire è che non esiste un termometro

La comoda immagine dei quattro livelli Da quando si discute del regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), una delle rappresentazioni più diffuse è quella della piramide dei rischi: rischio inaccettabile, rischio alto, rischio limitato e…

Pillole Cyber

L’attacco hacker al Ministero degli Affari Esteri e la risposta delle infrastrutture critiche nazionali

La reazione coordinata delle infrastrutture di sicurezza L’aggressione digitale, strutturata per inondare i server di richieste fittizie e provocare la paralisi dei servizi digitali della diplomazia nazionale è stata rivendicata dal noto collettivo filorusso…

decifris2026unica
Italia

CIFRIS26, la crittografia al centro della sicurezza e della sovranità digitale

Istituzioni e Accademia al centro dell'apertura Si è svolta il 5 ottobre presso l’Università degli Studi Roma Tre la quarta edizione del congresso annuale dell’associazione "De Componendis Cifris", appuntamento che riunisce la comunità crittografica…

Cyberwar

ransomware-low-cost
Cyberwar

Ransomware low cost: un attacco con l’AI costa meno di 4 dollari

La testata giornalistica, specializzata in cybersecurity, ha portato alla luce una complessa infrastruttura criminale, quasi totalmente automatizzata grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Questa, a quanto pare, è gestita da un affiliato di The Gentlemen, ovvero…

MARINA COREA DEL SUD IA
Cyberwar

La Marina sudcoreana conduce il primo test di sminamento con l’IA

Il test congiunto con Hanwha Systems a Busan L'esercitazione, guidata congiuntamente dall'azienda della difesa sudcoreana Hanwha Systems, si è svolta presso una base navale nella città portuale sudorientale di Busan. L'operazione ha coinvolto il…

Droni-guerra
Cyberwar

Il Futuro della guerra: perché i droni non vinceranno i conflitti da soli

Nel contesto bellico odierno, oltre all’intelligenza artificiale, uno dei fattori più determinanti sembrano essere i droni. Se molti, più o meno esperti, vedono in questa tecnologia il futuro della guerra, esiste chi va controcorrente,…

Spazio

Spazio

Da Star Trek alla guerra nello spazio: cyberattacchi, aziende private e nuove frontiere del diritto internazionale

Il cyber armamento dello spazio: quando la sicurezza orbitale incontra la cybersecurity Le moderne infrastrutture spaziali dipendono da reti di comunicazione, software, centri di controllo, servizi cloud e catene di fornitura digitali. In questo…

CYBERSPAZIO
Spazio

Spazio e cyberspazio: il nuovo fronte della sicurezza nazionale italiana

Spazio e cyberspazio: un ecosistema strategico interdipendente Quando un satellite viene disturbato, compromesso o reso indisponibile, gli effetti non restano in orbita. Possono incidere sulle comunicazioni, sulla navigazione satellitare, sul coordinamento militare e su…

RAPIDUS MOON SEMICONDUCTOR
Spazio

Dalla Luna a TSMC: i piani ambiziosi di Rapidus per il futuro dei semiconduttori

Lo stabilimento per la costruzione di chip sulla Luna Intervenendo a Washington durante una conferenza organizzata dal think tank statunitense Hudson Institute, Koike ha presentato il progetto lunare definendolo un piano serio e concreto.…

Cavi Sottomarini

Underwater

Un siluro Mk 48 lanciato da un drone: il test storico di AUKUS

AUKUS: il sottomarino autonomo britannico XV Excalibur lancia un siluro americano Mk 48 Negli scorsi giorni, diversi siti che si occupano di tecnologia hanno riportato l’attenzione sul test condotto al British Underwater Test &…

Robot-subacquei
Underwater

Russia prepara 1.000 robot subacquei per ispezioni e riparazioni navali

Il progetto nasce soprattutto dall’esigenza di ridurre i tempi necessari per intervenire sulle infrastrutture offshore dopo un incidente. L’unità ingegneristica di USC afferma che la mobilitazione di una nave convenzionale può richiedere da 4…

China-Pesce-Robot
Underwater

La Cina potrebbe usare pesci robot per operazioni militare segrete

Il BG-5V, infatti, è un vero e proprio robot subacqueo biomimetico sviluppato da Boyagongdao Marine Technology Group. Questo è pensato per muoversi in autonomia e svolgere attività di sorveglianza. Come riportato da TechRadar in…