Intelligenza Artificiale e affetti: innamorarsi di una macchina è possibile?
Tra i vari dilemmi posti dall’uso delle nuove tecnologie vi è quello relativo alla possibilità o meno di innamorarsi di un’Intelligenza Artificiale, pur sapendo che è soltanto un programma.
Ci si interroga se un compagno virtuale possa diventare un antidoto alla solitudine o rischi di sostituire del tutto i legami umani. Si tratta di interrogativi etici ed esistenziali che diventano sempre più urgenti di fronte alla diffusione pervasiva dell’IA, non solo nell’economia ma nella sfera intima delle persone.
La conferenza internazionale ICCS tra Vaticano e Campidoglio
In quest’ottica va vista con estremo interesse la conferenza internazionale dell’International Center for Consciousness Studies, svolta dal 1 al 3 settembre 2026, tra la Casina Pio IV in Vaticano e la Sala della Protomoteca in Campidoglio, che riunisce filosofi, scienziati e ricercatori per esplorare la frontiera che separa l’agire umano da quello tecnologico.
Ridefinire i confini dell’essere umano nell’era digitale
Tra i diversi temi trattati particolare spazio viene riservato a quello dei legami affettivi con i compagni digitali, della tendenza degli algoritmi ad assecondare l’utente per compiacerlo, del concetto di creatività artificiale e la nozione stessa di coscienza.
Ci troviamo in una situazione dove i sistemi tecnologici imparano a ricordare le nostre preferenze, a creare opere d’arte e ad adattare il proprio linguaggio.
Ecco perché la vera domanda diventa quella di quali spazi morali e relazionali siamo disposti a cedere alle tecnologie, obbligandoci a ridefinire che cosa significhi, oggi, essere autenticamente umani.




















