Sempre più la tensione geopolitica si sposta nel cyberspace. E’di oggi l’annuncio della Francia di convocare l’ambasciatore russo a Parigi, accusando direttamente il Governo di Mosca e i servizi segreti del FSB di orchestrare una vasta campagna di cyberattacchi, spionaggio e sabotaggio contro una dozzina di Paesi europei.
Non solo spionaggio: l’obiettivo è il sabotaggio delle infrastrutture critiche
Il ministro degli Esteri francese, ha anticipato il ricorso a sanzioni mirate contro individui ed entità russe, rimarcando come il fine di queste operazioni sia non solo il furto di informazioni sensibili, ma il sabotaggio vero e proprio di infrastrutture critiche, come già accaduto di recente alla rete ferroviaria in Polonia.
I bersagli preferiti rimangono i ministeri, le aziende strategiche e la Pubblica Amministrazione.
I database pubblici sono il nuovo “oro nero” dei conflitti moderni
Se si considera solo l’ultimo periodo, in Francia sono stati colpiti l’Istituto Nazionale di Statistica, con il furto dei dati personali di oltre 12.000 dipendenti, le Poste, il Ministero dell’Interno e l’agenzia che emette i documenti d’identità dei cittadini.
E’ evidente come tali attacchi siano la dimostrazione che i database pubblici, ricchi di dati personali pronti per essere usati in successive truffe o campagne di phishing, siano ormai l’oro nero dei moderni conflitti.
La difesa europea alla prova della disinformazione
Benché la Francia abbia da subito dichiarato di aver respinto gli attacchi e l’Europa possieda uno dei sistemi di difesa e di contrasto alla disinformazione più avanzati al mondo, non c’è dubbio che notizie del genere finiscono per confermare che la sicurezza informatica non è più una questione esclusiva per addetti ai lavori, ma il cuore pulsante della difesa nazionale.





















