La risposta di Taiwan alla flotta marittima cinese
Di fronte all’intensificarsi della pressione cinese, Taiwan sta combinando le sue tradizionali competenze nella cantieristica navale con i software e le tecnologie statunitensi per realizzare droni marittimi.
Questa spinta di sviluppo, guidata dagli appalti governativi, mira a rafforzare la deterrenza contro le minacce di invasione e blocco poste dalla marina e dalla guardia costiera di Pechino, che vantano la flotta con il maggior numero di scafi al mondo.
Mentre il vertice tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping ha acceso i riflettori sui rallentamenti nell’approvazione delle vendite di armi americane a Taipei, la cooperazione nello sviluppo dei droni procede silenziosamente e rapidamente.
La cooperazione industriale: l’accordo tra CSBC e Havoc
All’inizio del mese, il cantiere navale statale taiwanese CSBC e la società Havoc, con sede a Rhode Island, hanno siglato un accordo per sviluppare veicoli di superficie autonomi (USV), unendo le capacità produttive di CSBC con la tecnologia di autonomia di Havoc.
Il CEO di Havoc, Paul Lwin, ha sottolineato come la co-produzione con Taiwan sia stata inserita dal Congresso nel National Defense Authorization Act, menzionando specificamente i sistemi senza equipaggio.
La politica di difesa autosufficiente di Taiwan richiede piattaforme che possano essere prodotte, mantenute e aggiornate a livello nazionale.
La rete di collaborazioni tra USA e Taiwan
Negli ultimi anni, importanti aziende statunitensi — tra cui Saronic Technologies, Anduril, Maritime Tactical Systems (MARTAC), VATN Systems, Albacore, Shield AI e Auterion — hanno siglato accordi con partner taiwanesi, collaborando prevalentemente con il National Chung-Shan Institute of Science and Technology (NCSIST), il principale istituto governativo di ricerca e sviluppo per la tecnologia militare di Taiwan.
Investimenti e fabbisogno della difesa taiwanese
La cooperazione con gli Stati Uniti si concentra su:
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Autonomia abilitata dall’Intelligenza Artificiale.
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Sistemi di comando e controllo (C2) integrati.
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Integrazione di sensori e carichi utili (payload), coordinamento multi-piattaforma e tecnologie subacquee.
Il presidente taiwanese Lai Ching-te ha posto la riforma e il rafforzamento delle capacità di sicurezza marittima come una priorità assoluta.
Come è organizzata la Marina taiwanese?
Secondo Cathy Fang, analista del think tank DSET, la Marina taiwanese ha avanzato la proposta di acquisire 1.320 piccoli droni d’attacco di superficie unidirezionali (USV), con un budget stimato di circa 29,6 miliardi di dollari taiwanesi (930 milioni di dollari).
Anche la Coast Guard Administration sta guidando la domanda potenziando flotta e capacità. Storici cantieri locali come Jong Shyn Shipbuilding, Lungteh Shipbuilding e CSBC (la cui capacità produttiva per il drone Endeavor Manta ha raggiunto le 40 unità annue con componentistica rigorosamente non cinese) sono attivamente in competizione per i contratti governativi.
Prospettive strategiche e lezioni globali
Secondo l’esperto di guerra e strategia in Asia orientale Alessio Patalano (King’s College London), i droni nautici dovrebbero rappresentare una “priorità assoluta” per Taiwan.
L’adozione combinata di droni marittimi e di un sistema di comando e controllo integrato potrebbe infatti rendere estremamente difficile per la Cina l’attraversamento dello Stretto.
Tuttavia, gli esperti ricordano che senza una struttura di comando e controllo resiliente e dotata di reti di comunicazione avanzate, l’efficacia operativa di questi sistemi rischia di essere limitata.




















