«La sicurezza digitale è un bene comune. Proteggere il Paese significa tutelare le persone, garantire la continuità dei servizi essenziali e rafforzare la fiducia nelle istituzioni.
L’intelligenza artificiale può contribuire a questa protezione, ma deve essere governata con trasparenza, responsabilità e controllo umano».
Lo ha dichiarato l’on. Fabio Porta nel saluto introduttivo all’incontro “Quando l’attacco corre più veloce della difesa. AI agentica, autonomia cyber e nuova resilienza del Paese”, che si è tenuto ieri nella Sala Stampa della Camera dei deputati.
Richiamando il divario tra la crescente velocità delle minacce informatiche e i tempi della risposta, Porta ha sottolineato che «non possiamo aspettare che il danno si produca per intervenire.
La resilienza nazionale si costruisce prima delle emergenze, investendo nella prevenzione, nella formazione e in una difesa più tempestiva e coordinata».
Al centro dell’intervento, la dimensione etica dell’innovazione: «L’autonomia delle macchine non può diventare irresponsabilità di chi le sviluppa e le utilizza.
Quanto più affidiamo ai sistemi capacità operative, tanto più dobbiamo garantire limiti chiari, verifiche e tutela dei diritti».
Il deputato ha inoltre evidenziato la necessità di sostenere piccoli comuni, piccole imprese e cittadini meno preparati sul piano digitale.
«Una sicurezza accessibile soltanto alle organizzazioni più forti lascia esposti i più vulnerabili.
Ridurre queste disuguaglianze è parte integrante della difesa del Paese».
Porta ha infine richiamato l’importanza dell’autonomia tecnologica italiana ed europea: «Non significa isolamento, ma capacità di scegliere e cooperare tutelando l’interesse pubblico.
Il compito della politica è proteggere il Paese senza impoverirne le libertà e promuovere l’innovazione senza lasciare indietro le persone. Il progresso è autentico quando accresce la dignità e la sicurezza di tutti».
