Ettore Rosato (Azione)
La sicurezza dell’Italia ha molti confini da difendere

7 Agosto 2026 • Facebook
Dal Mediterraneo al cyberspazio, dalle guerre che minacciano la stabilità internazionale al terrorismo, dalla criminalità organizzata alla protezione delle infrastrutture strategiche, oggi la sicurezza nazionale riguarda tutti noi.
È per questo che il lavoro del Copasir è così importante.
Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica è la sede nella quale il Governo e i vertici del Sistema di informazione per la sicurezza riferiscono anche su questioni riservate e coperte dal segreto.
È qui che la tutela delle informazioni più sensibili si coniuga con il controllo democratico del Parlamento, affinché l’attività di intelligence sia sempre svolta nel rispetto della Costituzione e nell’esclusivo interesse della Repubblica.
Nel corso del 2025 il Comitato si è riunito in 78 giornate, svolgendo 123 sedute plenarie e 38 audizioni.
Dietro questi numeri c’è un lavoro intenso di verifica, approfondimento e controllo, spesso su temi che non possono essere raccontati pubblicamente ma che incidono direttamente sulla sicurezza del nostro Paese.
La Relazione annuale, approvata oggi e della quale ho avuto l’onore di svolgere il ruolo di Segretario del Comitato, conferma anche la qualità, la competenza e il senso dello Stato con cui donne e uomini dei nostri Servizi di informazione operano ogni giorno, lontano dai riflettori, per proteggere la Repubblica.
Un patrimonio prezioso che merita fiducia, insieme a un controllo parlamentare rigoroso e continuo.
La Relazione dà conto dei principali temi sui quali il Comitato ha esercitato la propria attività di approfondimento e controllo:
• le conseguenze dell’aggressione russa all’Ucraina, delle guerre in Medio Oriente e delle crisi nel Mediterraneo, in Africa e negli altri quadranti strategici;
• il sostegno dell’Italia all’Ucraina nella difesa dei propri confini dall’aggressione russa, anche attraverso l’invio di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, insieme all’impegno nella NATO e nelle iniziative europee di assistenza e addestramento;
• la situazione nel Mediterraneo e in Libia, con particolare attenzione all’instabilità dell’area, ai traffici illegali e alla crescente presenza strategica della Russia sul fianco sud della NATO;
• la prevenzione del terrorismo e della radicalizzazione;
• il contrasto dell’immigrazione clandestina e delle organizzazioni criminali che gestiscono la tratta dei migranti;
• il contrasto della criminalità organizzata, delle campagne di disinformazione e dei tentativi di interferenza straniera;
• la protezione delle infrastrutture energetiche, delle reti di telecomunicazione, delle banche dati e delle altre infrastrutture critiche;
• la tutela degli asset strategici nazionali e del know-how industriale, anche attraverso il ricorso agli strumenti di golden power;
• le sfide della cybersicurezza, dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie;
• l’adeguamento degli strumenti di controllo parlamentare alle trasformazioni dell’intelligence e dello scenario internazionale.
La parte pubblica della Relazione non può raccontare tutto il lavoro svolto.
Ma racconta molto bene la complessità delle minacce che l’Italia è chiamata ad affrontare e il valore delle istituzioni che, ogni giorno, operano per prevenirle.