Open Fiber: la fibra opaca italiana

Sommario

In allegato trovate il nuovo dossier di Italia nel Futuro:
Open Fiber, la grande opacità della fibra pubblica.
Non è un attacco alla fibra né al modello wholesale-only.
È una richiesta di trasparenza su una delle più importanti infrastrutture strategiche del Paese.
I numeri ricostruiti nel booklet di IF-Italia nel Futuro
pongono domande che non possono più essere eluse:

  • quasi 12 miliardi di euro investiti,
  • oltre 5,7 miliardi di coinvolgimento pubblico,
  • una posizione finanziaria netta di 6,84 miliardi,
  • quasi 110 milioni di penali contestate
  • un Piano Italia a 1 Giga il cui perimetro è passato da quasi 4 milioni di civici a circa 2,2 milioni, per poi perdere ulteriori 707.092 indirizzi.

Nel frattempo, Open Fiber presenta come “connesse” 17,428 milioni di unità immobiliari,
salvo precisare in un asterisco che sono semplicemente “raggiunte”.
I clienti dichiarati sono 4,283 milioni: meno di uno ogni quattro immobili raggiunti.
Il problema non è la mancanza di numeri.
È il modo in cui vengono selezionati, definiti e frammentati, rendendo quasi impossibile ricostruire il risultato effettivamente consegnato in cambio delle risorse pubbliche mobilitate.
Dopo la scadenza del Piano, continuano a mancare un confronto trasparente con il target aggiornato,
il ricalcolo economico dopo la riduzione dei civici, lo stato dell’anticipo già versato,
le penali effettivamente maturate e un dato netto sulle attivazioni realmente completate.
Una società strategica, partecipata indirettamente dallo Stato e incaricata di realizzare reti finanziate con risorse nazionali ed europee,
non può rendicontare attraverso comunicati stampa, definizioni elastiche e asterischi.
La rete può anche avere raggiunto milioni di edifici.
La trasparenza, invece, continua a rimanere molto più lontana.

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