L’esercito di Kiev sta riscrivendo le regole del combattimento moderno puntando tutto sulla tecnologia per colmare il divario numerico con la Russia. L’obiettivo dichiarato è ambizioso quanto rivoluzionario perché l’Ucraina punta a sostituire un terzo della fanteria con droni e robot entro la fine di quest’anno.
I successi sul campo iniziano a essere sorprendenti come dimostra la recente conquista di una posizione russa avvenuta senza sparare un solo colpo e senza mettere a rischio un singolo soldato. In questo scenario i piloti operano al sicuro a chilometri di distanza mentre droni terrestri e sistemi robotici cingolati conducono assalti, riforniscono le truppe ed evacuano i feriti in ogni condizione meteorologica. Il vantaggio tattico di questi sistemi è evidente perché i droni terrestri sono molto più difficili da individuare rispetto ai classici veicoli militari. Un singolo robot equipaggiato con mitragliatrice è riuscito a respingere l’avanzata nemica per ben 45 giorni richiedendo solo una minima manutenzione periodica.
Mentre i droni aerei e terrestri garantiscono una “zona di fuoco” invalicabile la nuova frontiera è lo sviluppo di modelli di IA addestrati con dati reali dal campo di battaglia. Resta però aperto il dibattito etico e tecnico sulla reale autonomia delle armi. Molti comandanti ucraini restano cauti e sostengono che la decisione finale debba sempre spettare all’essere umano per evitare malfunzionamenti o tragici errori di identificazione tra amici e nemici.




















