Nell’infinita sfida tra cybercriminali e forze dell’ordine, è fondamentale che le autorità investigative conoscano con precisione i loro avversari. Di norma, questo significa studio o attività pratiche, svolte grazie all’ausilio di un server o un computer compromesso da analizzare.
Tuttavia, per l’FBI questo approccio non è più sufficiente: con il progetto chiamato Kinetic Cyber Range, l’agenzia ha costruito una riproduzione di una città, per testare in uno scenario realistico la preparazione operativa dei suoi esperti.
I numeri del Kinetic Cyber Range: un hangar ad alta tecnologia ad Huntsville
A rendere questo ambiente così impressionante è la sua vastità. Parliamo infatti di un’area coinvolta di più di 2.000 metri quadri, che include 11 strutture diverse, dalle abitazioni private a un data center (con oltre 200 server), da negozi di vario genere a un hotel fino a una sala giochi arcade. Il tutto ricostruito con dovizia all’interno di un enorme hangar dell’FBI situato a Huntsville, in Alabama.
Il data center interno al Kinetic Cyber Range ospita oltre 200 server fisici, alcuni con Windows e altri con Linux, che replicano ambienti societari reali encountered durante breached aziendali o mandati di perquisizione.
Simulazioni hacker realistiche: dai firewall ai ransomware
Tutte le aziende e le tecnologie presenti in questa comunità fittizia possono essere compromesse, dando agli studenti la possibilità di testare le proprie competenze in condizioni controllate, ma con un grado di realismo elevato. I futuri agenti cyber possono trovarsi davanti a firewall, sistemi di posta elettronica e molti altri elementi digitali, utili per prepararsi a indagini digitali reali e complesse.
A seconda del caso il Kinetic Cyber Range è teatro di diversi tipi di simulazione, tra cui campagne ransomware, attacchi a sistemi critici e altre potenziali minacce da fronteggiare.
Kinetic Cyber Range offre lo scenario ideale per l’addestramento di agenti FBI e NASA
Il Kinetic Cyber Range è progettato con sistemi di sicurezza avanzati per impedire che qualsiasi attività malevola fuoriesca dai suoi confini isolati e si diffonda nel mondo reale, nel contempo, garantendo che nessun rischio esterno possa compromettere la sicurezza generale.
Oltre all’FBI, il sito può essere utilizzato dalla NASA, dall’United States Army e da altre agenzie statunitensi. L’obiettivo è addestrare il personale con le ultime tecnologie cyber disponibili, spaziando dai software per droni fino alle indagini forensi che seguono un attacco su vasta scala.
Nonostante l’intera struttura sia costata di certo una cifra considerevole al governo americano, questo investimento è potenzialmente più che giustificato. Il settore del cybercrimine, infatti, è causa di perdite per miliardi di dollari all’anno ed è estremamente redditizio per gli hacker. In questo contesto, la possibilità di testare tecnologie in un ambiente verosimile, rappresenta un passo avanti notevole per gli esperti di cybersecurity.
David Beachboard, Program Manager del Kinetic Cyber Range, ha dichiarato sul canale YouTube ufficiale dell’FBI che questo luogo di formazione è unico al mondo e che, ad oggi, non esiste alcuna struttura simile in tutto il pianeta.
Gli studenti del centro partecipano inoltre a esercizi con dei “giochi di ruolo” che riproducono scenari reali difficili da simulare in aula. Per esempio, in un test è stato emulato un confronto diretto con personale medico preoccupato per la salute dei pazienti in caso di attacco ransomware che blocca sistemi ospedalieri critici.
Questi casi sono difficili o impossibili da replicare in modo accurato in un ambiente didattico tradizionale. Secondo dati ufficiali dell’FBI, oltre 1.400 studenti hanno frequentato il Kinetic Cyber Range dalla sua apertura nel febbraio 2025, e il programma di formazione viene aggiornato in modo regolare per includere nuove minacce emergenti e tattiche sofisticate.
Il miliardario giro d’affari del cybercrimine giustifica l’investimento
L’impegno dell’FBI, come già accennato, è più che giustificato in virtù del giro d’affari impressionante legato al cybercrimine. Si stima in oltre 8 miliardi di dollari all’anno il frutto dell’operato di attori malevoli. Le tecniche spaziano dal classico phishing fino a operazioni più complesse, con finto supporto IT che installa malware nei computer delle vittime.




















