Considerato che già da tempo la guerra contemporanea ha superato i confini tradizionali di terra, mare, cielo e spazio, l’Italia si appresta ad inserire il cyberspazio all’interno dell’architettura ordinaria delle nostre Forze armate.
Un imminente disegno di legge – precisamente lo schema del disegno di legge “ Disposizioni per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale”– ridisegna, infatti, i confini della sicurezza nazionale, portando dati, software, sensori, reti e sistemi di controllo industriale nel perimetro strategico della Difesa dello Stato.
Si è compreso che non basta più soltanto proteggere i computer, ma è necessario immaginare un vero e proprio spazio cibernetico di interesse nazionale in cui l’esercito deve saper operare per evitare di essere paralizzato prima ancora del lancio di un missile.
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa Diventa “Autorità Cyber”
Sul piano prettamente gerarchico, la grande novità è rappresentata dal fatto che il Capo di Stato Maggiore della Difesa assumerà ufficialmente il ruolo di Autorità Cyber del ministero.
In tal modo si intende porre fine alla frammentazione delle competenze tecniche affidando il comando a una catena militare precisa.
L’alto ufficiale avrà la responsabilità di pianificare e condurre vere e proprie operazioni cibernetiche sia in Italia che all’estero, gestendo non solo la protezione delle reti ma anche lo spazio elettromagnetico.
A tali compiti si aggiunga che il Capo di Stato Maggiore diventerà il responsabile unico dei dati della Difesa, trasformando le informazioni digitali da semplici elementi amministrativi a veri e propri asset militari strategici, fondamentali per la velocità delle decisioni sul campo.
Nasce il Brevetto di “Specialista Cyber Militare”
Tale rivoluzione tecnologica comporta come diretta conseguenza la nascita del brevetto di Specialista Cyber Militare. Si è maturata, finalmente, l’idea che non bastino più le competenze proprie degli esperti informatici generici, servendo figure professionali con elevate competenze specialistiche, formate attraverso corsi di altissimo livello interni al ministero per operare in un contesto di difesa avanzata.
Preso atto delle nuove guerre, caratterizzate sempre più dalle tecnologie, si giunge ad una una svolta, in cui il cyber viene assorbito totalmente nella logica militare. Compreso ciò, restano aperti interrogativi complessi su come questa nuova architettura si coordinerà con le altre istituzioni della sicurezza nazionale e sui confini esatti tra difesa e prevenzione.




















