L’Unione Europea e il Regno Unito hanno attribuito a una sofisticata unità del Federal Security Service russo (FSB) una campagna pluriennale di cyberspionaggio e tentativi di sabotaggio contro infrastrutture critiche in tutta Europa, incluse reti elettriche, sistemi di difesa e servizi governativi sensibili.
In risposta a questi attacchi, il Consiglio dell’Unione Europea ha imposto il congelamento dei beni e il divieto di viaggio entro i confini europei per nove individui.
Oltremanica, Londra ha introdotto sanzioni simili che hanno interessato complessivamente 24 entità, tra persone e organizzazioni.
Secondo quanto annunciato attraverso comunicazioni ufficiali, il fulcro operativo di queste attività è il 16th Center dell’FSB, identificato come il regista di diversi collettivi di hacking, tra cui il noto gruppo Turla.
Le analisi forensi hanno individuato tracce digitali riconducibili all’unità all’interno di reti governative e infrastrutture essenziali in quasi una dozzina di paesi europei, tra cui Francia, Germania, Polonia e Ucraina.
Nonostante il più che probabile ruolo centrale nelle campagne, il 16th Center non è stato citato formalmente nella lista delle sanzioni.
Una scelta che mostra quanto sia complesso, dal punto di vista politico e diplomatico, accusare apertamente un’unità statale di operazioni di questo tipo.
Gli attacchi a Francia e Polonia
In Francia, le agenzie di sicurezza interna hanno collegato queste attività alla Unit 61240, una divisione specializzata dello stesso 16th Center, ritenuta responsabile di una lunga serie di intrusioni a partire dal 2010.
Tra gli episodi documentati figurano i tentativi mirati del 2017 di violare account email del Ministero della Difesa, l’attacco del 2018 contro l’ambasciata francese a Mosca e, nel 2019, la compromissione di un server protetto utilizzato dal sistema giudiziario nazionale.
Più recentemente, nel 2025, è stato registrato un furto di dati riuscito ai danni di un istituto di ricerca strettamente collegato all’industria della difesa francese, confermando la continuità operativa del gruppo.
Spostandosi verso est, le operazioni avrebbero assunto un carattere ancora più aggressivo, con implicazioni ben più concrete.
Polonia: sventato un blackout da 500.000 utenze
In Polonia, la stessa unità è accusata di aver condotto campagne informatiche altamente distruttive contro impianti di cogenerazione.
Il governo britannico, in collaborazione con alleati europei, ha inoltre rivelato un tentativo di spegnimento su larga scala della rete elettrica polacca che, se portato a termine, avrebbe potuto interrompere la fornitura di energia a circa 500.000 persone causando blackout durante il periodo invernale, come riportato da fonti ufficiali di Londra.
La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha descritto queste operazioni come un pericoloso intreccio tra intelligence statale e reti criminali, progettato per destabilizzare i Paesi occidentali.
Le mosse della NATO
Le entità colpite dalle sanzioni riflettono questa convergenza: Media Land LLC e ML.Cloud, per esempio, sono state accusate formalmente di fornire infrastrutture server a campagne di ransomware e phishing.
Z‑Pentest, gruppo hacktivista filo‑Cremlino attivo contro servizi idrici ed energetici e Impuls, società collegata alla GRU Unit 29155, già nota per operazioni clandestine e azioni destabilizzanti in Europa.
Modello guerra ibrida russa
Nel mirino figurano anche sviluppatori associati a malware diffusi come Trickbot, Conti e LummaC2, strumenti chiave nell’ecosistema cybercriminale globale.
Tra i soggetti sanzionati compare Ivan Kasyanenko, indicato da funzionari europei come ufficiale della GRU, ovvero la Direzione principale dell’intelligence militare russa.
La NATO, in una dichiarazione ufficiale, ha evidenziato come il Cremlino stia facendo sempre più affidamento su un modello ibrido che combina servizi segreti, gruppi criminali, aziende tecnologiche private e hacktivisti patriottici, trasformando tale rete in uno dei pilastri della sua strategia di guerra digitale contro l’Occidente.
A confermare il crescente pericolo è una testata giornalistica come The Guardian.
Secondo un’analisi pubblicata a ottobre 2025, i cyberattacchi russi contro la NATO sono aumentati del 25% in un solo anno.
Proprio per contrastare l’operato di Mosca, l’Alleanza Atlantica ha rafforzato il suo approccio alla guerra ibrida nel corso degli ultimi mesi, stringendo diverse partnership strategiche con aziende private nell’ambito della cybersecurity.




















