La convergenza tecnologica e le analisi di WEF e ITU
A seguito dell’espansione della connettività spaziale, caratterizzata da mega-costellazioni in orbita bassa e dalla tecnologia direct-to-device, i satelliti si stanno trasformando nell’ossatura dell’infrastruttura digitale globale.
Questo vuol dire eliminare i vuoti di copertura per la gestione dell’IoT industriale, dell’automotive e dei servizi critici, ma anche esporre l’economia e la sicurezza degli Stati a una superficie d’attacco completamente nuova.
Ecco perché ormai la sicurezza cibernetica non è più confinata alle reti terrestri, estendendosi a migliaia di chilometri dalla Terra.
La reale criticità presente nella convergenza della catena tecnologica è evidenziata dalle analisi del World Economic Forum e dell’ITU.
Il rischio di monopolio e il Single Point of Failure
A tal riguardo si osserva come non è necessario che un attacco colpisca il satellite in orbita in quanto la compromissione può avvenire sul segmento utente, nei gateway terrestri, nei centri di telemetria o attraverso gli aggiornamenti dei software-defined satellites.
In questo scenario, al di là degli innegabili vantaggi, si registrano le medesime vulnerabilità dei sistemi IT, con il rischio di accessi non autorizzati e manipolazioni da remoto in grado di alterare i processi di infrastrutture critiche come reti elettriche, logistica e trasporti.
Ad aumentare le preoccupazioni è la concentrazione del mercato nelle mani di pochissimi mega-provider commerciali.
Strategie di mitigazione: integrare lo spazio nella gestione del rischio
Fare affidamento su un unico attore o su un’unica costellazione per le comunicazioni d’emergenza o industriali genera una dipendenza strategica e un punto unico di fallimento.
Di fronte a tale situazione occorre integrare la sicurezza delle comunicazioni spaziali nei Modelli di gestione del rischio di imprese e governi, trattando l’orbita bassa come un dominio critico da proteggere con gli stessi standard della difesa cyber nazionale.




















