Biosicurezza e intelligenza artificiale: le nuove sfide per la sicurezza sanitaria globale
Le minacce alla biosicurezza potrebbero non essere più eventi episodici.
La convergenza tra il cambiamento climatico, biologia abilitata dall’Intelligenza Artificiale e mobilità globale, sta riducendo in modo molto rapido il divario tra emergenza e emergenza sistemica, mentre i metodi di sorveglianza e strategia di risposta sembrano faticare non poco a tenere il passo.
Sebbene i pericoli naturali restino più probabili delle minacce antropiche, il rischio legato a patogeni rilasciati intenzionalmente è in aumento.
La crescente accessibilità rispetto a strumenti avanzati di laboratorio e di potenza di calcolo si traduce, in linea di principio, nella possibilità di creare in laboratorio organismi e sostanze pericolose con grande facilità rispetto al passato.
Visto che questa minaccia è recente, le potenziali risposte risultano inadeguate.
Molti dei sistemi che sostengono la sicurezza sanitaria globale sono stati concepiti per rilevare e rispondere a focolai naturali, non per agenti biologici alterati dall’uomo.
In questo contesto, la capacità di individuare e attribuire la fonte di un patogeno sta diventando un elemento cruciale di deterrenza nel panorama emergente della biosicurezza.
COVID-19, Intelligenza Artificiale e mondo globale: uno scenario molto complesso
La pandemia di COVID-19 ha dimostrato quanto minacce su larga scala possano causare crisi globali e quanto sia difficile organizzare una risposta collettiva in modo tempestivo.
E l’esempio della pandemia del 2020 è solo la proverbiale “punta dell’iceberg”.
Dai focolai di Hantavirus alle epidemie di Ebola, eventi recenti confermano che i sistemi sanitari devono essere preparati per una più ampia gamma di rischi biologici.
Questi scenari richiedono un nuovo livello di collaborazione tra governi, industria e accademia, oltre alla necessità di sfruttare l’AI e altre tecnologie emergenti per costruire capacità di risposta immediata alla biosicurezza su una scala mondiale.
Il dibattito sui rischi che l’AI di frontiera potrebbe porre alla società si è intensificato nelle ultime settimane, con la biosicurezza emersa come uno dei potenziali punti critici più concreti e a breve termine, poiché gli strumenti di AI generano al contempo nuove opportunità, così come nuovi rischi.
I progressi nell’ingegneria genetica e nella biologia sintetica stanno riducendo alcune barriere alla ricerca e allo sviluppo biologici, mentre l’AI generativa ha il potenziale per accelerare questa tendenza rendendo le capacità biologiche più accessibili.
Questo crea rischi, non solo da un uso deliberato, ma anche da potenziali incidenti, poiché una ricerca sempre più rapida spinge i confini di ciò che è tecnicamente possibile.
Sebbene questi imprevisti rimangano inferiori a quelli posti dalle malattie infettive spontanee, il loro potenziale di aumentare in modo drastico le minacce, porta alla necessità di considerare gli stessi come un pericolo costante per i prossimi anni.
Il doppio volto dell’AI: rischi e opportunità nella ricerca biologica
L’AI sta già iniziando a trasformare il sequenziamento genomico e la sorveglianza dei patogeni: ciò che un tempo richiedeva settimane di analisi di laboratorio può sempre più essere completato in ore, consentendo ai ricercatori di identificare e tracciare le minacce emergenti con velocità e precisione senza precedenti.
Nella scoperta di farmaci e nello sviluppo di contromisure, gli approcci guidati dall’AI stanno accelerando in modo considerevole l’evoluzione della medicina, offrendo la prospettiva di ridurre il divario tra l’emergenza della minaccia e la risposta terapeutica.
Verso un’azione coordinata: governi, industria e accademia
Tuttavia, la sola capacità tecnologica non è destinata a vincere la sfida: il fulcro resta la capacità di trasformare le scoperte scientifiche in piani affidabili e gestibili per migliorare la sanità a livello mondiale.
Questo richiede un’azione coordinata tra diversi settori.
L’industria deve ampliare le infrastrutture e la capacità produttiva necessarie per nuovi strumenti, i governi devono favorire un dispiegamento rapido e sicuro attraverso una regolamentazione e approvvigionamento, mentre l’accademia deve mettere a disposizione la scienza, il talento e le facoltà di analisi necessari per sostenere decisioni efficaci.
Mantenere il rapporto equilibrato e fluido tra questi tre settori, potrebbe essere la chiave di un futuro sicuro.
L’esempio del Regno Unito
La Taskforce britannica per i vaccini contro il COVID-19 ha mostrato ciò che si può ottenere quando vengono rimosse le barriere istituzionali alla collaborazione tra i diversi settori.
La sfida, ora, è fare di questo modello la norma anziché l’eccezione.
Finanziatori, istituzioni e ricercatori devono inoltre lavorare a livello internazionale per rafforzare i quadri di sicurezza e definire guardrail condivisi per la ricerca ad alto rischio, facendo dell’approccio equilibrato e aperto istituito nel Regno Unito, un modello da imitare.
L’Imperial College London, sta lavorando sulla sorveglianza dei patogeni, sulla biologia ingegneristica, sulle analisi guidate dall’AI e sull’innovazione dei sistemi sanitari.
I ricercatori stanno studiando come approcci alla sorveglianza, tra cui il monitoraggio delle acque reflue e il rilevamento agnostico dei patogeni, possano rafforzare i sistemi di allerta precoce e migliorare la preparazione, consentendo di individuare il prima possibile le minacce emergenti.
È importante capire come queste tecnologie possano essere impiegate in modo responsabile, integrando governance e salvaguardie fin dall’inizio: il Frontier AI Research Lab del suddetto istituto mira ad affrontare temi come sicurezza, affidabilità, supervisione e impatto sociale che devono accompagnare di pari passo il progresso tecnologico.
La cooperazione è essenziale per questi sforzi, coinvolgendo nel lavoro dell’accademia, anche settore privato e organismi non governativi.
Il World Economic Forum sta collaborando con Imperial al joint Centre for AI-Driven Innovation (CADI), dedicato ad accelerare l’adozione di AI ad alto impatto in settori strategici, tra cui scienze della vita ed energie rinnovabili.
Alla base di questo progetto vi è la consapevolezza che i progressi tecnologici producono valore solo quando vi è un reale impatto sulla società.
La biosicurezza offre uno degli esempi evidenti di questa sfida: le tecnologie emergenti possono trasformare il modo in cui vengono rilevate e affrontate le minacce biologiche, ma concretizzare questo potenziale dipende dalla capacità di applicare su larga scala procedure e contromosse adeguate.
Iniziative come la Biosecurity Network of Excellence si muovono nella stessa direzione, riunendo competenze da discipline diverse per affrontare una delle sfide più importanti del nostro tempo.
Organizzata attorno a tre temi chiave (minacce, sorveglianza e risposta) questo ente punta a riunire ricercatori, policymaker, leader industriali e partner internazionali per rafforzare la collaborazione e accelerare l’azione in caso di emergenza, con l’obiettivo di colmare il divario tra le minacce biologiche emergenti e la nostra capacità di anticiparle.




















