Come viene percepita l’innovazione nella Giustizia?
La trasformazione digitale che ha investito la Giustizia, come tutti gli altri settori della società, pone problemi di competenze, aggiornamento e formazione.
Quando questo avviene in apparati complessi come quelli dell’amministrazione della giustizia amministrativa, è lecito porsi il problema se la trasformazione possa essere guidata dalla mera adozione di apparecchiature e soluzioni o se questo non comporti una reingegnerizzazione delle procedure ed una nuova strutturazione dell’organizzazione del lavoro.
Poi vi sono precise aree dove l’innovazione ha sostituito intere procedure e processi.
Le pietre miliari: dal PAT al SIGA
Dal 2027 è stato lanciato il PAT, (il Processo Amministrativo Telematico).
Al PAT è seguito il SIGA (il Sistema Informativo della Giustizia Amministrativa), una vera e propria infrastruttura di servizio.
Quindi innovazioni nei processi e nelle procedure che hanno ovviamente modificato anche il rapporto tra avvocati e amministrazione.
Infine il ruolo della IA nei procedimenti amministrativi: uso ma non abuso, sostegno ma sempre in un quadro di controllo pieno umano.
Sull’uso dell’IA vi è stata poi la presenza di Carmen Lasorella, giornalista di grande esperienza, che ha posto la possibilità di usare l’IA in modo intelligente e rispettoso anche per affrontare i cosiddetti Cold Case come, ad esempio, quello dell’uccisione e dell’esecuzione del presidente Aldo Moro.
Oltre il presente: lo sguardo al Quantum Computing
Immaginando una IA al servizio della ricerca della verità, collegando dati di quasi cinquanta anni di indagini.
Infine il quadro conclusivo tracciato dalla dott.ssa Brunella Bruno, con uno sguardo agli sviluppi attesi, che guardano lontano sino alla capacità di calcolo del quantum computing posti al servizio della giustizia amministrativa.
















