Sky Map: come funziona il nuovo sistema anti-drone ucraino usato nel Golfo?

Sky Map sistema anti drone ucraino

Sommario

I droni economici e prodotti in massa a singolo uso hanno svolto un ruolo fondamentale nel conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran sin dai primi attacchi contro Teheran del 28 febbraio 2026.

Come riportato dal sito di Al Jazeera, l’Iran impiega questi velivoli per colpire installazioni energetiche, basi aeree e altri siti strategici in tutto il Golfo Persico e in Israele, mentre la controparte si affida a missili intercettori ad alto costo.

Per contrastare la minaccia, gli stati del Golfo e i loro partner statunitensi si sono rivolti a una nuova tecnologia anti-drone, già collaudata in battaglia nel contesto del conflitto tra Russia e Ucraina.

Verso la fine di marzo 2026, il presidente Volodymyr Zelensky ha visitato Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar firmando accordi di difesa decennali con tutti e tre i paesi. Lo stesso ha poi confermato che le forze ucraine hanno preso parte ad operazioni attive con droni intercettori prodotti internamente, abbattendo Shahed iraniani in diversi paesi del Golfo.

Secondo quanto riportato Reuters, l’esercito statunitense ha anche impegnato Sky Map nel conflitto, una piattaforma ucraina di comando e controllo, alla Prince Sultan Air Base in Arabia Saudita, con ufficiali ucraini incaricati di formare il personale americano sul software.

Lo Shahed-136: il drone che ha cambiato i conflitti odierni

Lo Shahed-136 è un drone iraniano a singolo uso, diventato noto a livello mondiale dopo che la Russia ha iniziato a impiegarlo in Ucraina a partire dal 2022.

Il velivolo a forma triangolare misura circa 3,5 metri di lunghezza con un’apertura alare di 2,5 metri. La chiave della sua efficacia risiede nei costi: ogni esemplare costa tra 20.000 e 50.000 dollari, a fronte dei circa 4 milioni di dollari di un missile intercettore Patriot statunitense.

Il drone, come è facile intuire, è costituito da una struttura basica, montando un semplice motore a pistoni (simile a quello di un tosaerba) che lo rende molto rumoroso. Sebbene questo lo renda facile da individuare, la bassa altitudine e la difficoltà di intercettazione da parte dei radar, contribuiscono a rendere difficile contrastare tali dispositivi per i sistemi automatizzati tradizionali.

I droni intercettori

I droni sono guidati da GPS e pre-programmati con coordinate per colpire obiettivi fissi, sebbene le varianti più recenti presentino anche tecnologia anti-disturbo dopo che gli avversari hanno imparato a interrompere la loro navigazione.

Un drone intercettore è costruito per inseguire e abbattere droni da attacco prima che raggiungano il bersaglio. A differenza dei modelli a singolo uso, non si autodistruggono dopo l’intervento e offrono una struttura modulare, personalizzabile a seconda del caso. I droni intercettori ucraini variano in prezzo dai 1.000 ai 3.000 dollari.

Tra i principali modelli possiamo citare The Sting, un quadricottero grande come un thermos, circa 30-45 centimetri, che raggiunge i 342 km/h e può operare fino a 3.000 metri di altitudine con telecamere termiche.

Altrettanto efficace è il P1-Sun, prodotto da Skyfall e stampato in 3D, vola fino a 300 km/h. Altro modello degno di nota è l’ODIN Win_Hit, sviluppato dall’azienda di difesa ucraina ODIN, anch’esso con velocità massima di 300 km/h e un’autonomia di 5 chilometri. 

L’Octopus 100, progettato in Ucraina e prodotto in massa nel Regno Unito, supera i 300 km/h fino a 4,5 km di altitudine. Il Bagnet è un intercettore ad alta velocità classificato come UAV a risposta rapida. Il Merops è un intercettore statunitense guidato dall’Intelligenza Artificiale, resistente al disturbo GPS, con un costo di sviluppo di circa 15.000 dollari. Il VB140 Flamingo, infine, è un altro drone che lavora fino a 4,5 km di altitudine e 50 km di raggio.

Come funziona Sky Map e perché è così importante

Sky Map è la piattaforma software ucraina di comando e controllo che identifica gli attacchi in arrivo e coordina la risposta degli intercettori.

Sky Fortress, l’azienda dietro Sky Map fondata nel 2022 e finanziata dall’esercito ucraino, ha posizionato più di 10.000 sensori acustici sul territorio ucraino per rilevare i droni in avvicinamento.

Si tratta di microfoni ad alta sensibilità distribuiti per riconoscere i segnali sonori caratteristici dei droni. La piattaforma integra a tali sensori acustici, radar e sistemi AI per rilevare le minacce e guidare le difese aeree.

Ogni intercettore è pilotato da un operatore addestrato che agisce da remoto attraverso le riprese di una telecamera in tempo reale o tramite visori FPV. Gli stessi droni sono poi dotati di sensori e sistemi IA di navigazione inerziale che consentono rapidi cambiamenti di rotta, il tracciamento di obiettivi in movimento e il mantenimento di traiettorie, anche in presenza di disturbi GPS.

Secondo il Defense Council of Ukraine, abbattere uno Shahed con un drone intercettore costa oltre 25 volte meno rispetto all’uso di un missile di difesa aerea occidentale.

Il mese scorso il Pentagono ha annunciato un impegno di 350 milioni di dollari per una propria unità di contromisura ai droni, dotata di camere, sensori e intercettori. I sistemi di difesa aerea attualmente in uso faticano a intercettare nugoli di droni a singolo uso. Questi infatti risultano troppo veloci, oltre a evitare spesso il rilevamento.

Come ha spiegato Shashank Joshi, analista di difesa dell’Economist, l’impiego massiccio dei droni da parte dell’Iran ha consentito un’escalation orizzontale del conflitto, esteso fino alla base RAF di Akrotiri a Cipro, come riportato il 3 marzo 2026.

Dal 28 febbraio, l’esercito americano ha dispiegato in Medio Oriente quasi 10.000 droni dotati di tecnologie IA, ovvero i già citati Merops, sviluppati da Perennial Autonomy.

Allo stesso tempo, seguendo la strada tracciata da Teheran, le forze americane si sono impegnate a produrre alternative a basso costo. Parliamo, nello specifico, del progetto LUCAS (Low-cost Uncrewed Combat Attack System) sviluppato da SpektreWorks: mentre un Tomahawk supera i 2 milioni di dollari e un intercettore Patriot arriva a 3-4 milioni, il drone resta sotto i 40.000 dollari.

Di fatto, la strada sembra tracciata: la creazione di strumentazione economica sarà, nel corso dei prossimi mesi e anni, una potenziale chiave di svolta per i conflitti.

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