Enrico Borghi (Italia Viva)
occorre varare l’Agenzia contro la disinformazione e per la sicurezza cognitiva

30 Giugno 2026 Facebook

I dati diffusi dal nuovo report “The new Warfare: Cyber, AI, and the weaponisation of code”, redatto da Klecha & Co., ci dicono come la nuova forma della guerra sta assumendo il volto del cybercrime e dell’intelligenza artificiale.
Entro il 2027, gli attacchi informatici potenziati dalla IA rappresenteranno oltre il 30% dei principali incidenti cyber a livello globale, con l’esplosione degli attacchi agentici autonomi.
E ci deve far preoccupare la compressione dei tempi previsti. Oggi, una violazione digitale compiuta da un essere umano impiega ore per passare dall’accesso all’esfiltrazione dei dati.

Un agente IA agentico può compiere la stessa sequenza in 30 secondi!
Non è teoria: l’annuncio Ibm-Anthropic nel novembre 2025 ha attestato la prima campagna di cyberspionaggio autonomo su larga scala, con agenti multiscala capaci di pianificare, realizzare e sviluppare operazioni di intrusione con un intervento umano ridotto al minimo.
E, del resto, il report ci dice che gli attacchi di phishing sono aumentati della cifra mostre del 1265% nell’ultimo anno, proprio in virtù degli strumenti generativi in grado di produrre deep fake audio e video indistinguibili dalle comunicazioni legittime.
E sta emergendo la figura del “CEO doppelganger”, ovvero una replica perfetta generata dall’intelligenza artificiale di un leader aziendale, capace di impartire ordini in tempo reale.
E il rapporto Clusit 2026 ci dice che gli attacchi cyber sono cresciti del 49% a livello globale, e che l’Italia è “sotto attacco”: gli incidenti gravi sono saliti a 507 nel 2025 contro i 357 del 2024, con un aumento del 42%.
Insomma, l’Italia è un paese esposto e vulnerabile in un mondo dove il disordine digitale va aumentando. E’ evidente che occorre correre ai ripari.
Serve un immediato tagliando dell’Agenzia per la CyberSicurezza Nazionale, e occorre varare l’Agenzia contro la disinformazione e per la sicurezza cognitiva (o in alternativa creare uno specifico centro di competenza presso il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri) perchè la marea dell’uso offensivo del cybercrime connesso con la IA sta montando, e non possiamo affrontare un anno elettorale senza adeguare le nostre difese e le nostre capacità.